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Mark Zuckerberg al MWC 2015 Mark Zuckerberg al MWC 2015 - Credit: IPA / Fotogramma
BARCELLONA 13 febbraio 2020

Coronavirus: cancellato il Mobile Word Congress 2020

di Federico Bandirali

È  il più importante evento mondiale per la tecnologia mobile

La più grande fiera dedicata alla telefonia al mondo - il Mobile World Congress (MWC) di Barcellona in programma dal 24 al 27 febbraio 2020 - è stata ufficialmente cancellata.

La causa, quasi scontato dirlo visto il delicato momento storico, è il diffondersi del coronavirus e le conseguenti preoccupaioni che genera di giorno in giorno. L’associazione GSMA, organizzatrice della kermesse, ha quindi ufficializzato mercoledì 12 febbraio come, per quest’anno, il MWC sia sato annullato.

Troppe defezioni e alternative non percorribili

La decisione arriva al termine di settimane nelle quali tante (forse troppe) aziende hanno rinunciato a partecipare al MWC 2020. Un incessante susseguirsi di comunicati ufficiali pubblicati da società di telecomunicazioni, produttori di telefoni e altri operatori del settore, infatti, ha caratterizzato le prime due settimane di febbraio. Anche tra gli espositori, le defezioni annunciate stavano aumentando esponenzialmente.

 

Ciononostante, la GSMA aveva dichiarato fino all’ultimo come, sebbene la situazione volgesse al peggio, la fiera catalana si sarebbe svolta regolarmente, rafforzando però le misure di sicurezza.

 

GSMA, in un primo momento, aveva infatti deciso di attenuare la crescente paura con disinfezioni in loco, l’invito/imposizione a non stringersi la mano tra partecipanti in nessun caso e, in ultimo, l’assurdo divieto di far accedere all’evento visitatori (cinesi e non) provenienti dalla provincia cinese di Wuhan, dove è stato “scoperto” il virus. 

La spiegazione di GSMA

Il CEO di GSMA, John Hoffman, ha dichiarato come l’epidemia di coronavirus abbia reso "impossibile" lo svolgimento dell’evento: “Tenendo in debito conto l’ambiente sicuro e salubre di Barcellona e del Paese ospitante oggi (mercoledì 12 febbraio, ndr), il GSMA ha annullato MWC 2020 perché la preoccupazione globale per l’epidemia di coronavirus, relativa ai viaggi e ad altri aspetti altrettanto delicati, rende impossibile organizzare l'evento”, Una prima assoluta dopo 33 anni; coincidenza?

Il “rischio” coronavirus al MWC 2020

Il virus arrivato dalla Cina, invero, è un rischio da non sottovalutare (né da esasperare). Una kermesse che coinvolge centinaia di aziende e più di ventimila persone quotidianamente e per quattro giorni di fila, evidentemente, sarebbe stata una minaccia per la salute e la sicurezza non indifferente. Anche perché in Cina, dove ha avuto origine l’epidemia, da settimane le aziende hanno interrotto la produzione, con numerosi esercizi commerciali e uffici chiusi a doppia mandata da tempo.

 

Il passo indietro, evidentemente, è dovuto a più elementi: da un lato, come detto, le troppe defezioni che sarebbero aumentate incessantemente fino al 24 febbraio; dall’altro le continue news, rassicuranti e non, sull’evoluzione dell'epidemia da coronavirus (che noi monitoriamo in tempo reale).

Il "danno" economico, tra occupazione e indotto

GSMA è un ente commerciale del settore che rappresenta più di 1.200 aziende in tutto l'ecosistema mobile, e il MWC offre la possibilità di stringere nuove partnership, concludere affari e lanciare nuovi prodotti ai numerosi partecipanti.

 

L’evento ha luogo con cadenza annuale a Barcellona, e l’impatto economico non è certo indifferente: 492 milioni di euro di indotto e oltre 14.000 posti di lavoro a tempo determinato, che non si esauriscono ovviamente nei 4 giorni della kermesse. Ma, per una volta, il business è stato messo in secondo piano - seppur palesemente "controvoglia"  - davanti ad una situazione a dir poco critica, che rischa di degenerare in psicosi (se non è già successo, più che plausibile).

Cina “vittima” dell’annullamento

Ironia del triste destino, il MWC 2020 avrebbe avuto una forte presenza di produttori di smartphone cinesi, con tutti i principali brand del “made in China” a sgomitare per trovare spazio e visibilità durante l’evento.

 

E, alla luce di ciò e di una situazione delicata per i produttori cinesi, non sorprende come le defezioni siano arrivate da aziende di altri Paesi. A dare il via alle rinunce era stata LG a inizio febbraio, seguita poi, tra le altre, da Ericsson, Nvidia, Intel, Sony, Amazon, Cisco, Vivo, BT e Nokia col passare dei giorni. Coincidenza o "scelta" il fatto poche delle predette abbiano legami legati alla produzione con la Cina, peraltro marginali?

 

Comunque, relativamente all'annullamento dell'evento, nei giorni scrosi la domanda era una sola per tutti: perché mettere a rischio la salute di migliaia di persone in una kermesse che avrebbe offerto davvero poco in termini di partecipazione, ammesso e non concesso che entro il 24 febbraio qual poco non sarebbe diventata sostanzialmente nulla? La risposta, alla fine, è arrivata, e appare adeguata alla situazione attuale.

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