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Coronavirus: arriva la mappa del contagio di Microsoft, su Bing

- Credit: Jaap Arriens / IPA / Fotogramma

COVID-1916 marzo 2020

Coronavirus: arriva la mappa del contagio di Microsoft, su Bing

di Federico Bandirali

Aggiornata ogni ora, include link a informazioni “verificate” sulla pandemia

Poco dopo l’annuncio a sospresa dell’uscita dal consiglio di amministrazione del co-fondatore e “volto” di Microsoft Bill Gates - che continuerà comunque a collaborare con la “sua” società come consulente tecnologico del CEO Satya Nadella dedicandosi, però in maniera ancor più intensa alla filantropia - il colosso di Redmond decide di fare la sua parte rispetto alla pandemia di coronavirus dal 16 marzo.

 

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La società, infatti, ha creato e reso disponibile una mappa interattiva, raggiungibile all’indirizzo Bing.com/Covid, con aggiornamenti sulla situazione in tempo reale.

La finalità dell'iniativa consiste, banalmente, nel dar conto dell’evoluzione della pandemia, con il numero dei contagiati che cresce inesorabile di giorno in giorno riportando il numero totale dei malati di Covid-19 in ogni nazione.

 

Come spiegato dall’azienda guidata da Nadella, i dati pubblicati sono reperiti da fonti attendibili e certificate come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitense (CDC), l’omologo europeo del CDC (l'ECDC) e, in ultimo ma solo dopo accurate verifiche, quelli di Wikipedia dove, come noto, tutti possono contribuire con “aggiunte” non necessariamente veritiere.

La pagina viene aggiornata ogni 60 minuti, con focus particolare sugli Usa (ovviamente, visto che la società è statunitense), monitorando più attentamente la situazione per ognuno dei 50 Stati della nazione.

 

Collegandosi alla pagina, si possono vedere link a notizie e video collegati che riferiscono della situazione in ogni Paese, sebbene nella fase di lancio e a un primo sguardo un po’ più approfondito, al momento i contenuti proposti non sono esattamente aggiornati come nelle intenzioni di Microsoft, ma non c’è il minimo dubbio rispetto al fatto che, vista anche la vocazione dell’azienda, in breve tempo il “problema” verrà risolto.