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Perché questo virus si diffonde più velocemente degli altri - Credit: United Nations COVID-19 Response/Unsplash
SCIENZA 25 ottobre 2020

Perché questo virus si diffonde più velocemente degli altri

di Roberto Pianta

Negli ultimi decenni abbiamo visto altri virus, ma nessuno così. Ecco perché

 

Negli ultimi decenni, l'umanità ha affrontato diversi virus pericolosi, ma nessuno aveva messo in difficoltà interi continenti come sta facendo il coronavirus Sars-CoV-2.

Come mai? Cosa ha di particolare rispetto agli altri virus?

 

La Bbc ha provato rispondere a queste domande con l'aiuto di un noto luminare in materia, il professor Paul Lernher dell'Università di Cambridge, in questo interessante articolo (in inglese) che fa chiarezza sull'argomento una volta per tutte. Proviamo a farne una sintesi spiegata nel modo più semplice possibile. 

 

1) È un virus capace di ingannare l'uomo

 

Nelle prime fasi dell'infezione, il virus è in grado di ingannare il corpo umano: si diffonde nei polmoni e nelle vie respiratorie, ma mentre ciò accade, il nostro sistema immunitario non si preoccupa: pensa che sia tutto a posto.

 

Quindi, nei primissimi giorni, la persona infetta si sente in perfetta forma, anche se il suo corpo è pieno zeppo di virus.

 

Di solito, il nostro corpo, quando prende un'infezione di questo genere, rilascia sostanze chimiche che subito "avvisano" il resto dell'organismo, danno l'allarme. Con il coronavirus, invece, questo non succede.

 

In sintesi: il paziente è già malato, ma il suo corpo non lo sa ancora.

 

Così il malato, non sapendo di essere tale, continua a comportarsi come prima. Continua a incontrare altre persone, a vivere come se non fosse malato. E così diffonde il virus. 

 

Soltanto diversi giorni dopo, il paziente, se sintomatico, inizia finalmente ad accorgersi di non stare troppo bene. Si rende conto di essere stato contagiato. Va dal medico, fa il tampone, risulta positivo. Ma è tardi, perché intanto, nei giorni precedenti, quando si sentiva benone, ha già contagiato altra gente.

 

Il virus è già altrove, in altri corpi, a fare danni. Il suo obiettivo non è uccidere, ma spostarsi, diffondersi.

 

2) È un virus sconosciuto

 

Nelle epidemie precedenti, i virus spesso erano simili ad altri già incontrati in passato: perciò le persone avevano già una certa protezione immunitaria.

 

Il coronavirus Sars-CoV-2 invece rappresenta una novità: si tratta di qualcosa di diverso, di ignoto al sistema immunitario umano.

 

Per questa sua caratteristica lo si può paragonare al vaiolo, esportato dai colonizzatori spagnoli in America nel '500. Allora i sistemi immunitari degli indigeni non conoscevano il vaiolo, e quindi non sapevano difendersi. Così il vaiolo, una volta sbarcato oltreoceano, fece strage della popolazione locale (e in questo modo favorì la conquista da parte degli europei). 

 

Quando il sistema immunitario incontra un'infezione sconosciuta, fa molta fatica ad apprendere i modi con cui può combatterla. Ha bisogno di tempo. 

 

Infine, il sistema immunitario degli anziani è più lento rispetto a quello dei giovani: impiega troppo tempo per imparare a difendersi da un nemico di cui non "sa" quasi nulla. E a volte quel tempo non basta.

 

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