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Oggi 06 aprile 2020 - Aggiornato alle 12:01
Coronavirus: traffico record sulle piattaforme di Facebook in Italia - Credit: iStock
TECNOLOGIA E COVID-19 25 marzo 2020

Coronavirus: traffico record sulle piattaforme di Facebook in Italia

di Federico Bandirali

Boom nella durata delle videochiamate (+1000%) e nell’utilizzo delle app (+70%) di Menlo Park

Come ampiamente preventivabile vista la situazione, con gli abitanti di mezzo mondo “chiusi” nelle proprie case a causa della pandemia da coronavirus e delle conseguenti misure restrittive rispetto alla socialità atte a contenerla, la comunicazione “virtuale” sta diventando registrando numeri record.

A confermalo Facebook, con un post sul blog ufficiale dei due vicepresidenti di Menlo Park, Jay Parikh e Alex Schultz, nel quale viene comunicato come, dall’entrata in vigore delle restrizioni in Italia, la durata delle videochiamate di gruppo su Messenger e WhatsApp è aumentata del 1000%.

 

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Non solo, perché gli italiani trascorrono sulle tre app di proprietà di Facebook, ovvero l’omonimo social, Instagram e WhatsApp, il 70% in più del tempo da quando è cominciata l’emergenza sanitaria, con una contestuale crescita dei messaggi inviati pari al 50% rispetto al “normale”.

 

Su scala globale, poi, come denotano il responsabile delle analisi Schultz e quello del reparto ingegneristico Parikh, “l'aumento nell’utilizzo causata dal Covid-19 è senza precedenti nel settore, con record di utilizzo quasi tutti i giorni”.

 

D’altro canto, però, Menlo Park fa notare come “mantenere le app stabili davanti a picchi simili è più arduo del consueto, visto che molti dei nostri dipendenti lavorano da casa”, garantendo che al momento non c’è comunque un rischio di reale sovraccarico come ipotizzato dal CEO di Facebook Mark Zuckerberg nei giorni precedenti.

 

Altro piccolo ma non marginale problema, emerso da post in questione, è che l’aumento del traffico si divide tra messaggistica tra privati e videochiamate, ambiti che non sono “monetizzabili” da Menlo Park, che infatti denuncia una “sofferenza” del business proprio mentre le infrastrutture tecnologiche sono messe a dura prova.

 

L’incremento nell’utilizzo dei servizi, infatti, è “accompagnato da un indebolimento della nostra attività di pubblicità in paesi che intraprendono azioni aggressive per ridurre la diffusione del virus”, come si legge nel post. Circostanza che, visto l’evolvere della situazione, almeno nel medio periodo non pare destinata a mutare.

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