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VIDEO PER CONOSCERE26 gennaio 2022

Cosa sono gli RPG

di Alexandro Dipalo

In molti video vi ho parlato di videogiochi, affrontando generi e ;meccaniche di tanti tipi diversi. Scopriamo cosa sono gli RPG.

Oggi parliamo di uno dei generi più importanti in assoluto, così importanti da aver fatto la storia e aver dato vita a serie diventate dei veri e propri fenomeni culturali, gli RPG. Partiamo da questo termine: cosa sono gli RPG?

RPG

Si tratta di un acronimo utilizzato per rappresentare il genere dei Role Playing Games, o Giochi Di Ruolo, e infatti in Italia sarebbero noti come GDR.

Definire oggi che cosa voglia dire per un gioco essere un RPG (o GDR) non è esattamente semplice, nel senso che per definizione si tratta di videogiochi dove il giocatore controlla uno o più personaggi immersi in un mondo di gioco ben definito.

Per questa definizione praticamente ogni gioco dovrebbe essere un RPG e a dire il vero non sarebbe un’affermazione troppo lontana dalla realtà. Gli elementi di un gioco di ruolo, infatti, si possono trovare in moltissimi generi più facili da identificare, come gli sparatutto o gli strategici, ma anche in quelli più ampi come i giochi di azione e avventura.

Il termine RPG deriva dai veri e propri giochi di ruolo esterni al mondo tecnologico, primo tra tutti Dungeon & Dragons, un gioco da tavolo dove più persone interpretano personaggi creati da loro e si muovono in un mondo dove le loro scelte e azioni influenzano gli eventi della storia. Ora, prendete questo concetto, applicatelo ai videogiochi, e avrete gli RPG.

Considerato quanto vasto sia il genere, non è difficile immaginare che le sue meccaniche possano variare in base a dove un titolo in particolare può essere sviluppato e infatti ad oggi possiamo vedere due macro categorie di RPG: i JRPG e i WRPG.

JRPG e WRPG

Partendo dai primi, l’acronimo vuol dire “Japanese Role Playing Game”, ossia “Gioco Di Ruolo Giapponese” e direi che la definizione che ne consegue è abbastanza semplice: sono RPG nati in Giappone.

Conseguentemente, i secondi si traducono come “Western Role Playing Game” ossia “Giochi Di Ruolo Occidentali”, perciò nati in occidente, e infatti da noi quella “W” non si vede spesso, di solito si dice semplicemente “RPG”.

Fa abbastanza ridere che un genere si divida in Giappone e resto del mondo, ma immagino sia simbolo di quanto un singolo paese possa influenzare tutti gli altri.

Per quanto riguarda le differenze tra i due, di primo impatto sembrerebbe semplice: se è nato in Giappone è un JRPG, altrimenti è un WRPG. In origine era praticamente così, infatti se un gioco era stato sviluppato, per esempio in America, difficilmente avrà avuto le caratteristiche di un JRPG e ovviamente valeva l’inverso.

Tali caratteristiche erano visibili praticamente subito ed era molto semplice capire se un gioco appartenesse a una categoria o all’altra.

I JRPG, infatti, tendono ad avere un focus molto importante sull’aspetto narrativo del gioco, con storie iper sviluppate che permeano tutta l’avventura. Questo porta a dei giochi dove la storia centrale risulta ben costruita e di ampio respiro, ma i cui singoli eventi sono molto scriptati e lasciano poco potere decisionale al giocatore.

Parlando del giocatore, il suo avatar, ossia il personaggio che controlla, tende ad essere molto blando, in modo da potersi adattare a più persone possibili senza avere lati caratteriali iper definiti. Molti di questi giochi hanno un sistema di gameplay basato su numeri e probabilità, un po’ come se si lanciassero dei dadi, e spesso e volentieri ancora oggi hanno sistemi di combattimento a turni.

Nel caso dei WRPG, invece, il processo quasi si inverte: non sempre c’è una narrazione centrale alla base di tutto il gioco, piuttosto vengono proposte situazioni particolari al giocatore che potrà stabilire come comportarsi scegliendo tra più opzioni disponbili, siano queste linee di dialogo o scelte vere e proprie, come per esempio combattere o non combattere con un altro personaggio.

Il mondo, di conseguenza, diventa più interagibile e meno controllato dallo sviluppatore che lascia al giocatore libertà di esplorarlo come desidera, nei limiti del possibile. Oltre a questo, tendono ad avere meno di frequente sistemi di gameplay a turni, puntando invece sul combattimento in tempo reale o trovando soluzioni a metà tra i due.

Si tratta comunque di differenze generali che, nel corso degli anni, si sono in qualche modo appianate: non tutti gli JRPG sono a turni e non tutti i WRPG hanno una storia di fondo ridotta all’osso, il genere si è evoluto.

JRPG: non solo un gioco giapponese

Questa evoluzione ha portato anche ad un uso diverso di questa terminologia, infatti oggi parlare di JRPG non vuol dire necessariamente parlare di un gioco giapponese. Titoli indipendenti come Undertale o Lisa, per esempio, sono di origine occidentale, ma restano giochi con un’impostazione che possiamo ritrovare per lo più nei JRPG, ovviamente con le loro peculiarità.

Allo stesso modo titoli come Dragon’s Dogma sono di origine giapponese ma sono più simili per concetto ai WRPG, quindi come vedete ormai non è più una questione di origine ma più di meccaniche e concetti.

Se vi state chiedendo il motivo che ha portato a questa differenza tra oriente e occidente nell’ambito degli RPG, diciamo che le ragioni sono molte, comprese alcune di natura puramente culturale per le quali dovremmo parlare per ore. Altre ragioni, tuttavia, sono più semplici in quanto di natura tecnica e quindi più semplici da affrontare.

Se torniamo agli anni ‘80, infatti, possiamo vedere che giochi WRPG come Ultima e Wizardry in Giappone già erano arrivati o erano comunque noti, ma avevano un problema: erano per computer.

Il mercato per computer in Giappone, e specialmente quello legato ai videogiochi per computer, era a dir poco confusionario e frammentato e nonostante quei titoli fossero popolari, produrne uno in Giappone e cercare di renderlo noto all’interno del paese risultava molto complicato.

L’unica soluzione era quella di puntare alle console casalinghe ed è qui che entra in gioco Nintendo e la serie di giochi Dragon Quest. L’ideatore del primo Dragon Quest, uscito nel 1986 sul NES di Nintendo, è Yuji Horii e in diverse interviste afferma di essersi molto ispirato a giochi occidentali dell’epoca che già abbiamo citato, come Wizardry e Ultima e voleva riproporre qualcosa di simile anche in Giappone.

Come già detto però, si trattava di giochi per computer e abbiamo già stabilito che la cosa comportava dei problemi. Fu così che Dragon Quest venne sviluppato sul Nintendo Entertainment System (o NES) di Nintendo e il successo fu clamoroso.

Per poter essere sviluppato su console, ovviamente furono necessari dei compromessi, visto che le capacità di calcolo erano molto inferiori a quelle di un computer. Fu per questo che si optò per una storia ampia ma meno frammentata e lo stesso valeva per il personaggio principale che ottiene abilità e potenziamenti predefiniti invece di essere personalizzabile fin da subito, come accadeva in Ultima, per esempio.

Questi accorgimenti permisero al gioco di vedere la luce e in brevissimo tempo ottenne una popolarità tale da rendere la serie che ne conseguì una delle più importanti della storia dei videogiochi, oltre a definire la versione nipponica del genere degli RPG.

Parleremo ancora di videogiochi e di RPG, ma per il momento è tutto, ci vediamo al prossimo video di Per Conoscere.