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Anche i dipendenti di Square potranno lavorare da casa “per sempre” Jack Dorsey (CEO di Square e Twitter) - Credit: Wikimedia - Cellanar
TECNOLOGIA 19 maggio 2020

Anche i dipendenti di Square potranno lavorare da casa “per sempre”

di Federico Bandirali

Dopo Twitter l’altra società guidata da Jack Dorsey punta sullo smart working in nome della produttività

Il vulcanico Jack Dorsey non si ferma e continua la sua personalissima rivoluzione nel modo di intendere il lavoro.

Dopo aver annunciato che i dipendenti di Twitter (di cui è CEO) potranno lavorare da casa “per sempre” se lo vorranno, anche quelli di Square – società di servizi finanziari e pagamenti digitali – avranno difatti la possibilità di decidere se restare in smart working a tempo indeterminato anche a pandemia finita o tornare a farlo negli uffici quando sarà possibile.

 

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Visto che il numero uno delle due società è lo stesso, l’annuncio è stato identico a quello precedente cambiando solo la ragione sociale dell’azienda e la tempistica della comunicazione ai dipendenti di Square.

 

Che, casualmente ma non troppo, è la stessa società da cui Dorsey ha attinto - vendendone diverse azioni utili a “raccogliere” un miliardo di dollari (ovvero il 28% del suo patrimonio personale complessivo) - per fare una maxi donazione con l’obiettivo di aiutare chi lotta in “prima linea” contro il coronavirus SARS-CoV-2 e, un domani, progetti più “complessi”.

 

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Secondo quanto dichiarato da un portavoce di Square ai media statunitensi, l’intenzione è mettere i dipendenti nelle “di lavorare dove si sentono più creativi e produttivi, quindi anche da casa in modo permanente nonostante la futura (e ancora senza data) riapertura degli uffici”.

 

La chiosa, infine, spiega bene perché la pandemia, almeno in questa svolta epocale, ha avuto paradossalmente un effetto “positivo”, invero l’unico: “Nelle ultime settimane abbiamo imparato molto su ciò che serve alle persone per svolgere efficacemente ruoli al di fuori di un ufficio e continueremo a farlo man mano”.

 

Questa volta, però, rispetto a quanto accaduto con Twitter c’è un distinguo. La nuova policy di Square, infatti, sarà valida per tutti i lavoratori che possono svolgere le proprie mansioni anche da casa, mentre chi deve obbligatoriamente recarsi in sede per espletarle rientrerà in ufficio a pandemia superata.

 

La strada dello smart working, come noto, durante la pandemia è stata “caldamente consigliata” un po’ dappertutto con gli uffici chiusi, con i colossi della tecnologia a dir poco reattivi nel modificare le consuetudini. I dipendenti delle varie big tech che – al pari di quelli di Square e Twitter – hanno iniziato a lavorare da remoto a inizio marzo, prima ancora che il nuovo coronavirus travolgesse drammaticamente gli Stati Uniti.

 

Tra queste, ovviamente, Facebook che ha comunicato la riapertura degli uffici per il prossimo 6 luglio, consentendo però ai dipendenti di rimanere in smart working fino al 2021 esattamente come Google, mentre Microsoft si è limitata, per ora, a concedere la medesima opportunità ai propri lavoratori “solo” fino a ottobre 2020.

 

Prolungamenti sì dunque, ma al momento nulla di definitivo come invece accadrà per Twitter e Square, ormai proiettate verso il nuovo modello lavorativo con decisione dopo l’accelerazione nel merito impressa dalla pandemia e dai conseguenti lockdown in quasi tutto il mondo.

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