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Ecco come Instagram decide cosa mostrare agli utenti - Credit: Erik Lucatero / Unsplash
SOCIAL NETWORK 9 giugno 2021

Ecco come Instagram decide cosa mostrare agli utenti

di Federico Bandirali

A spiegarlo il CEO del social Adam Mosseri nel primo di una nuova serie di post blog nel merito: i dettagli

Il "capo" di Instagram Adam Mosseri ha fatto luce su come il social network decide cosa vede l’utente in un nuovo post sul blog pubblicato martedì 8 giugno 2021.

La spiegazione sembra essere stata fornita, almeno in parte, per combattere le voci persistenti secondo cui il social nasconde o sfavorisce intenzionalmente determinati post. Evidenza che secondo Instagram non è esattamente vera o aderente alla realtà.

 

Descrivere in breve come funziona Instagram è complicata, ad ogni modo il social secondo Mosseri utilizza “migliaia di segnali” per determinare ciò che appare nei Feed degli utenti, e in aggiunta non c’è un unico algoritmo che decida cosa proporre alle persone. Ma la società, che fa capo a Facebook, è anche impegnata a spiegare meglio perché i contenuti vengono rimossi e in che modo il servizio fa emergere i post, ha scritto il numero uno di Instagram.

 

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Una delle rivelazioni più sorprendenti è questa: la maggioranza dei follower su Instagram non vedrà comunque i post della persona o pagina seguita perché “la maggior parte delle persone guarda meno della metà del proprio feed”.

 

Il primo approfondimento è solo l’antipasto di una serie che, parole di Mosseri, “farà più luce su come funziona la tecnologia di Instagram e su come influisce sulle esperienze che le persone hanno attraverso l’app”, rendendo lecito attendere nuovi dettagli in un futuro nemmeno troppo lontano.

Nel post inaugurale, l'amministarore delegato del social ha spiegato che viene utilizzata “una varietà di algoritmi, classificatori e processi, ciascuno con il proprio scopo” per determinare cosa mostrare.

 

Mosseri ha quindi analizzato i “segnali” che Instagram usa per far emergere qualcosa nel proprio Feed o nelle storie. Ecco quelli “più rilevanti, più o meno in ordine di importanza”:

 

- Informazioni sulla posta: si tratta di segnali come la popolarità di un post – ad esempio a quante persone è piaciuto – e informazioni più banali sul contenuto stesso, come quando è stato pubblicato e la posizione, se presente, da cui è avvenuta la condivisione.

 

- Informazioni sulla persona che ha pubblicato: elemento utile a comprendere quanto potrebbe essere interessante la persona per chi la segue, includendo segnali come quante volte le persone hanno interagito con il profilo in questione nelle ultime settimane.

 

- La tua attivita: soluzione che aiuta a capire a cosa potrebbe essere interessato un singolo utente, annoverando “segnali” come il numero di post che sono piaciuti.

 

- La tua storia di interazioni con qualcuno: serve per dare un’idea di quanto sia generalmente interessato a vedere i post di una determinata persona un utente. Un esempio è commentare o meno i post altrui.

 

Instagram quindi prevederà le possibili interazioni con un post, ad esempio commentandolo o mettendo il classico e abusato “mi piace”. “Più è probabile che tu compia un’azione, più in alto vedrai il post”, ha aggiunto Mosseri.

Mosseri ha anche parlato di come le persone accusano il servizio di mettere a tacere gli utenti o di “mettere al bando le voci fuori dal coro”, annunciando che la società farà un lavoro migliore nello spiegare perché i contenuti vengono rimossi. 

 

“Stiamo sviluppando notifiche in-app migliori in modo che le persone sappiano sul momento perché, ad esempio, il loro post è stato rimosso, e stiamo esplorando modi per far sapere alle persone quando ciò che pubblicano va contro le nostre linee guida per le raccomandazioni” le parole del CEO di Instagram, che avrà “più informazioni da condividere presto” sul tema.

 

La spiegazione di Mosseri, evidentemente, non era attesa, e colpisce che sia arrivata senza richiesta quando Instagram sta dando il via al suo evento Creator Week , progettato per aiutare i creatori di contenuti a “costruire” i loro marchi sulla piattaforma.

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