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Ecco perché la Russia ha bloccato ufficialmente le VPN

Vladimir Putin- Credit: Ipa/Agency-net/Fotogramma

RUSSIA-UCRAINA06 giugno 2022

Ecco perché la Russia ha bloccato ufficialmente le VPN

di Federico Bandirali

L’autorità delle comunicazioni ha confermato la decisione, impedendo così di evitare le censure online

Negli ultimi giorni, passati ormai oltre 3 mesi dall’inizio dell’invasione militare dell’Ucraina e del conseguente conflitto, le segnalazioni arrivate dalla Russia di cittadini che non riescono più ad usare i servizi VPN si sono fatte sempre più insistenti.

 

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Il motivo, tuttavia, è semplice. Su impulso del Cremlino, l’ente che monitora e regolamenta le comunicazioni nel Paese – il Roskomnadzor – ha infatti messo in pratica quanto richiesto per non interferire con la propaganda di Stato rispetto al conflitto e all’isolazionismo social e Internet. Scelta dovuta anche il calo di consensi rispetto alla guerra nel Paese.

 

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Come si legge sulle pagine dell’agenzia di stampa filogovernativa russa TASS, “conformemente alle leggi vigenti sulle comunicazioni, aggirare il blocco di contenuti illegali è ritenuto pericoloso. Il centro per il monitoraggio e il controllo delle reti pubbliche per le comunicazioni (il Roskomnadzor, ndr) ha attuato misure per limitare l’operatività dei servizi VPN che violano il quadro normativo in materia del Paese”.

 

Questo perché le Virtual Private Network, ovvero reti private che permettono di evitare i blocchi e le censure da parte dei cittadini russi, ha registrato una crescita abnorme (+5.300%) dall’inizio del conflitto in Ucraina. La soluzione in questione, proposta da vari operatori, permette infatti di evitare le censure e accedere anche a risorse d’informazione estere, e di continuare ad accedere ai social network banditi da Mosca come Facebook e Instagram, facendo sì che il dispositivo venga geolocalizzato con un indirizzo IP straniero.

 

Ad ogni modo, la decisione è semplice continuazione di quanto fatto poche settimane dopo l’avvio del conflitto, quando il Presidente del Comitato della Duma (parlamento russo), Alexander Khinshtein, dichiarò di aver fatto bloccare decine di Virtual Private Network. Senza risultati concreti e apprezzabili, determinando appunto una nuova stretta a quasi 90 giorni dalla prima mossa nel merito.

 

Diversi i servizi di VPN interessati, con le motivazioni facilmente intuibili. Le VPN, come detto, consentono infatti a chi vive in Russia di evitare i ban decisi da Mosca, continuando a comunicare con il resto del mondo senza doversi preoccupare di eventuali restrizioni e controlli, poiché impossibili da effettuare. Da capire se la nuova stretta servirà davvero o meno per raggiungere lo scopo del Cremlino, anche se risulta difficile desumere che gli effetti concreti della nuova decisione possano essere realmente tangibili.

 

Fortunatamente, in modo che i residenti in Russia possano attingere ancora a fonti di informazione non manipolate, e avere così un’opinione spuria da propaganda rispetto a quello che sta accadendo in Ucraina e alle informazioni celate dai media locali per decisione diretta del presidente Vladimir Putin.