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Facebook: nuove funzioni per proteggere le presidenziali Usa 2020

- Credit: iStock

SOCIAL NETWORK21 ottobre 2019

Facebook: nuove funzioni per proteggere le presidenziali Usa 2020

di Federico Bandirali

Cambio nella policy e contentuti falsi etichettati come tali. Rimossi account fake russi e iraniani

Facebook, a dispetto delle dichiarazioni del CEO Mark Zuckerberg rispetto alla politica del social blu rispetto alla pubblicazione e sponsorizzazione di fake news con contenuti politici palesemente falsi (non censurabili, a suo dire, da Menlo Park), il 21 ottobre ha introdotto una nuova serie di funzioni e modifiche alla policy della piattaforma per evitare interferenze nelle presidenziali Usa 2020. L’obiettivo è contrastare, finalmente, la promozione di contenuti disinformativi, individuando con maggior efficacia post “falsi” e contenuti mistificanti pubblicati spesso dai media filo-governativi.

 

In aggiunta, sempre nella stessa giornata, il social ha reso noto di aver rimosso quattro reti di account con base in Iran e in Russia, bollate come “fuorvianti” per gli utenti sia per quanto concerne la reale “identità” degli account che per il continuo pubblicare notizie politiche mistificate e mirate a scatenare polemiche.

 

Decisioni arrivate dopo che, a seguito delle dichiarazioni di Zuckerberg, Facebook è letteralmente finita nell’occhio del ciclone per via della scelta di non effettuare un “fact-checking” rispetto a questo tipo di contenuti. Il colosso di Menlo Park non si è comunque contraddetto, ma ha deciso di passare dalle parole ai fatti in modo da evidenziare maggiormente i contenuti non sponsorizzati che riportano, al di là di ogni ragionevole dubbio, informazioni false.

 

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Le modifiche di Facebook

Per questo Menlo Park ha rilasciato nuove funzioni e introdotto numerosi accorgimenti:

  • Il lancio di Facebook Protect , un insieme di funzionalità progettate per proteggere gli account dei candidati. “I partecipanti dovranno attivare l'autenticazione a due fattori e i loro account saranno monitorati per l'hacking, come tentativi di accesso da posizioni insolite o dispositivi non verificati”.
  • Maggiori informazioni a disposizione delle utenti sui proprietari di pagine Facebook, con una nuova scheda da compilare chiamata “organizzazioni che gestiscono questa pagina”, grazie alla quale verranno resi pubblici il nome legale, la città dove c’è la sede, il numero di telefono e/o il sito delle organizzazioni.
  • Da inizio novembre, gli editori “che sono totalmente o parzialmente sotto il controllo editoriale del loro governo” saranno etichettati come “media controllati dallo Stato”. Ciò includerà editori come Russia Today, che copre da vicino le notizie degli Stati Uniti.
  • Presentazione di uno strumento di monitoraggio per consentire agli utenti di vedere quanto spendono i candidati presidenziali statunitensi su Facebook, inclusi nuovi dettagli come la spesa statale e regionale.
  • Aggiunta di etichette in cima a foto e video falsi e parzialmente falsi, anche su storie di Instagram. Se gli utenti proveranno a condividere post su Instagram che sono stati classificati come falsi, Facebook mostrerà un pop-up che ne indica la valutazione negativa.
  • Cambio nelle linee guida per gli inserzionisti pubblicitari per vietare gli annunci che suggeriscono alle persone di non votare, in quanto inutile.
  • Investimento pari a due milioni di dollari per favorire l’alfabetizzazione “mediatica”.

 

Facebook, dunque, dopo reticenze sospette, ha optato per un deciso cambio di rotta, anche se non è facile stimarne subito la portata. Ma, contrariamente a quanto dichiarato da Zuckerberg, sembra che la policy del social sui contenuti falsi sia destinata a cambiare radicalmente. Anche se, per ora, si tratta solo di un primo passo e bisognerà valutarne gli effetti quando tutti gli aggiornamneti saranno a regime.