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Contact tracing, il Giappone ha disattivato l’app a causa di un bug - Credit: iStock
ESTERI 25 giugno 2020

Contact tracing, il Giappone ha disattivato l’app a causa di un bug

di Federico Bandirali

Problemi con i codici da inserire per inviare le notifiche di rischio

L’app per il contact tracing giapponese COCOA, sviluppata sfuttando la piattaforma frutto dell’alleanza tra Apple e Google (come l’italiana Immuni) da parte di un team di ingegneri di Microsoft, a pochi giorni dal lancio e con il Paese che sta registrando una nuova impennata nei contagi, è stata temporaneamente disattivata.

Motivo? Un problema tecnico relativo ai codici da inserire nell’applicazione in caso di contagio assegnati – come in Italia - dal sistema sanitario pubblico giapponese, per “avvertire” con le famigerate notifiche i contatti potenzialmente a rischio.

 

Infatti, nei primi giorni di utilizzo (COCOA è disponibile da venerdì 19 giugno), il ministero della Salute ha rilevato un bug che permette di inserire e registrare codici sbagliati. Un malfunzionamento nel software che ha dell’incredibile pensando a come, contrariamente a quanto accaduto con Immuni (gratuita), il governo giapponese guidato dal premier Shinzo Abe abbia lautamente pagato il personale del colosso di Redmond per realizzarla.

 

Il lavoro per ripristinare il servizio al più presto, ovviamente, è partito immediatamente dopo lo stop all’app, che in soli 4 giorni era stata scaricata da oltre 3,7 milioni di giapponesi (Immuni dopo 25 giorni dal lancio del 1° giugno ha registrato solo 3,3 milioni di download).

 

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Sebbene le autorità locali abbiano chiarito che il malfunzionamento non ha portato all’invio di notifiche di rischio “a caso” e  di conseguenza sbagliate; lo stop di almeno una settimana per risolvere il problema tecnico in questione lascia capire come, in realtà, sia davvero complicato sviluppare app di questo tipo e, in un colpo solo, impostare anche i parametri corretti prima del lancio.

 

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Anche per questo Immuni, nonostante il continuo dibattito politico e le conseguenti polemiche, ha bisogno che tutti i 23 milioni di italiani dettisi disponibili a scaricarla nei sondaggi lo faccia per davvero, dando così modo agli sviluppatori della società milanese Bending Spoons di testarla “sul campo” e impostare i parametri corretti per l’invio delle notifiche di rischio in vista di una possibile seconda ondata di contagi.

 

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