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Google pagherà gli editori francesi per le notizie - Credit: Kai Wenzei / Unsplash
INFORMAZIONE IN RETE 22 gennaio 2021

Google pagherà gli editori francesi per le notizie

di Redazione

Raggiunto un accordo che fissa i parametri per il riconoscimento di corrispettivi da parte di Big-G

Google, dopo una lunga disputa, ha messo la parola fine ai problemi con gli editori di notizie in Francia siglando ufficialmente un accordo con l’APIG (Alliance de la Presse d’Information Générale), associazione che annovera circa 300 editori attivi Oltralpe.

Il pomo della discordia, ovvero il pagamento da parte di Big-G per gli articoli, è stato superato con la scelta del colosso tecnologico di riconoscere un corrispettivo per le news utilizzate ma non per gli estratti delle stesse, che appaiono sui nostri monitor o display quando navighiamo in Rete.

 

- LEGGI ANCHE - Copyright: scontro frontale tra editori Ue e Google

- E ANCHE: Google tratta con gli editori Ue per pagare il giornalismo di qualità

 

La precisa definizione dei termini e delle modalità di pagamento da parte di Mountain View è dovuta, in origine, alla riforma delle norme sul Copyright approvata dall’Europarlamento a inizio 2019 e diventata ora parte integrante del quadro giuridico francese.

 

Pierre Louette, presidente dell’APIG e amministratore delegato del colosso editoriale Les Échos-Le Parisien, che commentato l’intesa palesando tutta la propria soddisfazione per il traguardo raggiunto: “Dopo lunghi negoziati, questo accordo costituisce una tappa importante; segna infatti l’effettivo riconoscimento dei diritti concessi agli editori della stampa, e l’avvio della remunerazione da parte delle piattaforme digitali per l’utilizzo di quanto pubblicano in Rete”.

 

Anche per Google, che ha scelto come canale di comunicazione il blog ufficiale nella versione francese, l’accordo trovato tra le due parti in causa rappresenta un importante “passo in avanti”, utile a stabilire un modello che consentirà alla società di Mountain View di negoziare il valore delle licenze con ogni singolo editore membro dell’APIG e “certificato” da IPG (relativamente a standard di qualità e organizzazione delle testate).

 

Al fine di stabilire la somma da corrispondere, si terrà conto di diversi parametri tra i quali figurano il reale contributo dell’articolo al dibattito politico, il reale impegno per garantire informazioni di qualità, la quantità delle stesse e, immancabile, quanto traffico hanno generato i diversi articoli (e siti).

 

Nell’accordo, poi, rientra anche l’adesione alla nuova Google News Showcase, piattaforma annunciata lo scorso ottobre alla quale contribuiscono già alcuni dei principali editori in diversi Paesi, Germania inclusa, con un ivestimento di un miliardo da parte di Google nell'iniziativa.

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