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Google sempre più green, sarà “carbon-free” entro il 2030

- Credit: Greg Bulla / Unsplah

CAMBIAMENTO CLIMATICO15 settembre 2020

Google sempre più green, sarà “carbon-free” entro il 2030

di Federico Bandirali

Mountain View dirà stop alle emissioni di carbonio puntando su fonti energetiche rinnovabili

Lunedì 14 settembre Google ha annunciato il proprio impegno per tutelare l’ambiente e diventare "sempre più green" attraverso uno dei progetti più ambiziosi dei colossi della tecnologia nel merito, con l’obiettivo di diventare “carbon-free” azzerando del tutto le emissioni di carbonio entro il 2030. A darne notizia il CEO di Mountain View, Sundar Pichai, con Big-G che già dal 2007 compensa le emissioni generate da combustibili fossili investendo in progetti su energie rinnovabili e altre iniziative che eliminano l’anidride carbonica prodotta dall’atmosfera terrestre.

 

Il nuovo impegno di Google arriva mentre la California, sede del quartier generale di Big-G (Mountain View, ovviamente), continua a bruciare a causa di numerosi e incessanti incendi, resi più devastanti dal cambiamento climatico.

 

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“Abbiamo tempo fino al 2030 per rendere ‘sostenibile’ il nostro pianeta, o dovremo affrontare le peggiori conseguenze del cambiamento climatico”, ha affermato Pichai in un video pubblicato sul blog ufficiale di Google.

 

Quando i data center di Big-G saranno completamente alimentati da energia priva di emissioni di carbonio, ciò significherà che “ogni email inviata con Gmail, ogni ricerca su Google, ogni video di YouTube che guardi e ogni percorso che fai utilizzando Google Maps, sfrutterà sempre energia ‘pulita’ ad ogni ora del giorno”, ha spiegato Pichai in un blog post.

 

Il nuovo progetto di Mountain View interesserà l’utilizzo di elettricità da parte dell'azienda, mentre come riferito da Reuters la società continuerà a compensare le emissioni per altre attività quali, per esempio, i viaggi dei propri dipendenti.

 

Lo scorso settembre, Google ha annunciato quello che ha definito come “il più grande acquisto aziendale di energia rinnovabile nella storia”, capace di aumentare del 40% le fonti eoliche e solari di Big-G, diventata nel 2016 l’azienda che acquista più energie rinnovabili al mondo.

 

Ad ogni modo, prima che Mountain View possa affidarsi interamente all’energia che non produce emissioni di carbonio, vi sono alcuni ostacoli tecnologici da superare.

 

In primo luogo, l’azienda avrà bisogno di approvvigionarsi con le migliori batterie per immagazzinare energia da utilizzare quando il sole non splende e il vento è assente. Inoltre, Google sta provando a sfruttare l’intelligenza artificiale per prevedere le esigenze annue di elettricità e, in questo modo, ridurre al minimo gli sprechi aumentando l’efficienza energetica.

 

Negli Usa la rete energetica è abbastanza obsoleta, e per poter utilizzare al meglio le energie rinnovabili necessita di una sorta di aggiornamento che, ovviamente, implica investimenti importanti lontani dai programmi dell'amministrazione Trump.

 

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Per questo, le aziende che come Google puntano a ridurre drasticamente le emissioni di carbonio, si trovano costrette a far affidamento su un mix delle fonti energetiche disponibili, inclusi i combustibili fossili a prescindere da dove operino.

 

Pertanto, Big-G per perseguire l’obiettivo potrebbe avere la necessità di operare in altri luoghi, ovvero mercati dove le fonti rinnovabili sono in ascesa e le politiche energetiche favorevoli al cambiamento.

 

Mentre cerca di capire come affrontare queste sfide, Google afferma che il suo impegno a porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili potrebbe essere una sorta di apripista per altre aziende, considerando anche che questi sforzi per tutelare l’ambiente creeranno 12.000 posti di lavoro entro il 2025.

 

Una strada valutata da Mountain View è quella di passare all’energia nucleare, non includibile tra quelle rinnovabili poiché necessita dell’estrazione di uranio creando scorie radioattive. Tuttavia, l’energia nucleare avanzata è supportata da alcuni ambientalisti perché non crea emissioni di anidride carbonica.

 

“Tutte le tecnologie senza emissioni di carbonio per noi avranno un ruolo nei sistemi di approvvigionamento elettrico senza emissioni di carbonio e data l’urgenza nell’arrivare a sistemi ‘carbon-free’ nel più breve tempo possibile, tutte le alternative restano sul tavolo”, ha spiegato un portavoce di Google.

 

Il nuovo impegno di Google soddisfa una delle richieste avanzate lo scorso anno da oltre 2.000 dipendenti, che hanno chiesto zero emissioni di carbonio entro il 2030 e si sono uniti a uno sciopero globale per il clima con altri lavoratori tecnologici a settembre.

 

I lavoratori di Amazon e Microsoft hanno avanzato richieste simili, chiedendo ai loro datori di lavoro di interrompere le emissioni di gas serra entro il 2030, ma Google finora è l’unico gigante tecnologico a impegnarsi ufficialmente in questa direzione.

 

Microsoft ha annunciato a gennaio che avrebbe lavorato per rimuovere il carbonio rilasciato nell’atmosfera da quando è stata fondata entro il 2050. Obiettivo più arduo da raggiungere per il colosso di Redmond considerando quanto già fatto da Google, che ha compensato tutte le emissioni della sua storia e ora può "vantarsi" di aver azzerato le emissioni di carbonio nette.

 

Con l’evidente intenzione di non doverle più “compensare” o quasi, arrivando in meno di 10 anni ad emetterne davvero zero: una notizia positiva rispetto al cambiamento climatico in attesa di tagliare traguardi ancor più significativi e fare da traino per le imprese di tutto il globo, sempre più vicine all'inesorabile "svolta ecosostenibile".