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Google sta imparando a tradurre i geroglifici con l’intelligenza artificiale Geroglifici dell'antico Egitto - Credit: iStock
TECNOLOGIA 27 luglio 2020

Google sta imparando a tradurre i geroglifici con l’intelligenza artificiale

di Federico Bandirali

La funzionalità “Fabricius” ci permetterà leggere e scrivere come gli antichi egizi


Google non si ferma e prova a promuovere la cultura antica aggiungendo ai propri sistemi di traduzione, primo tra tutti Google Translate, una nuova creatura ribattezzata Fabricius, lanciata per far apprendere agli utenti come si decodificano i geroglifici egizi grazie ad un sistema di intelligenza artificiale.

Fabricius, in realtà, non è una nuova app bensì una funzionalità aggiunta da Mountain View all’applicazione Arts & Culture, con il lancio di una versione desktop che servirà a egittologi, antropologi e storici per facilitare le rispettive ricerche sulla civiltà egiziana e, ai meno ferrati in materia, per avvicinarsi ad una delle società più affascinati della storia antica.

Il nome della funzione non, peraltro, è tutto fuorché casuale, visto che Fabricius, e questo lo sanno in pochi, è stato uno dei padri fondatori dell’epigrafia.



Se paragonata al Traduttore di Google, le caratteristiche e le funzionalità sono ovviamente limitate ma lo strumento sarà particolarmente utile per il lavoro di chi si dedica alla comprensione e alla successiva traduzione dell’egiziano antico  per far emergere nuove informazioni sulla civiltà egiziana, rappresentando il primo sistema con questi requisiti che sfrutta apprendimento automatico e machine learning.

 

- LEGGI ANCHE - Il Traduttore di Google si aggiorna e supporta cinque nuove lingue

- E ANCHE - Google Translate trascriverà in tempo reale gli audio tradotti

 

Ovvero un software che consente agli utenti di scattare immagini digitali dei geroglifici, caricarle sul sistema e, se necessario, migliorare la qualità delle foto in modo da consentire un’analisi pressoché perfetta dei simboli e del loro significato.

 

L’obiettivo finale è fare in modo che, nel settore, Fabricius diventi una piattaforma open source (aprendo quindi alle migliorie proposte dai vari sviluppatori che ne conoscono il codice di programmazione), creando un database sempre più ricco e aggiornato che supporti concretamente l’attività dei ricercatori.

 

Anche per questo la funzionalità è stata sviluppata insieme al Centro Australiano di egittologia della Macquarie University di Sydney, Ubisoft, Psycle Interactive e diversi esperti e studiosi dell’antico Egitto e della sua storia, per poi essere lanciato in occasione della celebrazione dei 221 anni dalla scoperta della Stele di Rosetta, primo elemento utile per decifrare e comprendere la scrittura sotto forma di geroglifici, a riprova che la cultura e la tradizione sono rilevanti e centrali anche per un colosso della tecnologia qual è, senza dubbio, Google.

 

Inoltre Fabricius punta a coinvolgere gli utenti miscelando elementi tesi a favorire l'apprendimento di storia e linguaggio dell’antico Egitto a elementi semplici e divertenti studiati per farlo, con tanto di guida virtuale che, in breve, introduce l’argomento con chiarezza e a voce in inglese e in arabo, in attesa che altre lingue moderne vengano inserite nel progetto.

 

Che presenta anche un aspetto ludico, permettendo di tradurre anche i messaggi da inviare ad amici e conoscenti dal linguaggio corrente ai geroglifici egiziani, lasciando letteralmente di sasso chi li riceve e non conosce ancora la nuova funzionalità lanciata da Google.

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