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Google: intelligenza artificiale per la diagnosi del tumore al seno

Esame mammografia al PC- Credit: Mantero Letizia / Fotogramma

TECNOLOGIA E SALUTE03 gennaio 2020

Google: intelligenza artificiale per la diagnosi del tumore al seno

di Federico Bandirali

Il modello, ancora in fase di test, "legge" le mammografie meglio dei radiologi. Ma non li sostituirà

Secondo un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Nature, Google sta sviluppando un sistema d’intelligenza artificiale per aiutare i medici nella diagnosi del tuomore al seno. Stando a quanto riferisce il New York Times, il sistema è in grado di analizzare le mammografie restituendo un numero di falsi negativi pari al 9,4%, ma si prevede un ulteriore miglioramento che, secondo le attese, dovrebbe ridurre il magine di errore di un altro 20% al termine della fase di sperimentazione.

 

Oggigiorno il tumore al seno è il secondo cancro cpme indice di mortalità di morte nelle donne, superata solo da quello ai polmoni che ha un indice di mortalità più alto ed è, complice il vizio del fumo, più diffuso. Come logico diagnosticarlo precocemente è la miglior difesa per evitare conseguenza drammatiche.

E, proprio per questo motivo, la possibilità di identificarlo nelle fasi iniziali potrebbe cambiare questo dato abbastanza sconcertante.

 

Anche perché, con gli attuali metodi di valutazione, le mammografie risultano sì efficaci nella diagnosi, ma con un problema non da poco relativo ai falsi positivi e ai falsi negativi.

 

Nello studio finanziato da Mountain View i ricercatori hanno utilizzato mammografie anonime di oltre 25mila donne britanniche e 3mila statunitensi. Come dichiarato al sito statunitense The Verge da Shravya Shetty - ricercatrice di Google che ha collaborato alla redazione dell’articolo su Nature -, il team dedicato ha “cercato di seguire gli stessi principi che potrebbero seguire i radiologi”.

 

In un post pubblicato sul blog di Google è illustrata nel dettaglio la procedura seguita: in un primo momento i ricercatori hanno “addestrato” l’intelligenza artificiale nella scansione delle immagini a raggi X, per poi farle individuare i cambiamenti nel seno delle 28.000 donne prese come campione. Infine le ipotesi sono state verificate al computer, comparandole con i riscontri medici già noti.

 

Alla fine la “squadra” di Google è stata in grado di abbassare le false negatività al 9,4%, con le false positività ridotte al 5,7% sul campione statunitense. Mettendo in risalto come, nei fatti, i medici del Regno Unito siano più “bravi” nella diagnosi, visto che i falsi negativi sono diminuiti del 2,7% e quelli positivi dell’1,2%. In ambo i casi, comunque, il “modello” di IA sviluppato da Big-G ha ottenuto risultati migliori dei radiologi.

 

Detto dei riscontri positivi, durante la sperimentazione i ricercatori hanno notato come l’intelligenza artificiale, pur ottenendo performance migliori dei radiologi nella maggior parte dei casi, a volte non ha individuato la patologia, contrariamente a quanto rilevato dai medici.

 

Mountain View, comunque, ritiene i primi dati incoraggianti, e si auspica che in un futuro nemmeno troppo prossimo il modello di IA sviluppato venga usato realmente in ambito clinico, sebbene al momento sia necessario implementarlo per garantire uniformità nei risultati quando esamina le mammografie di differenti etnie.

 

Google ha inoltre sottolineato più volte come il progetto non miri a “rimpiazzare” i medici, ma solo ad aiutarli. Perché, come chiarito da Shetty, “il punto di forza del sistema è l’essere complementare. Ci sono numerosi casi in cui i radiologi rilevano qualcosa che manca al modello e viceversa. Far convergere il doppio riscontro potrebbe migliorare i risultati complessivi”. E, si spera, far crollare il tasso di mortalità della patologia.