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Sergei Brin e Larry Page lasciano Alphabet: cosa cambia per Google

Sundar Pichai, nuovo CEO di Alphabet- Credit: Andrej Sokolow / IPA / Fotogramma

TECNOLOGIA05 dicembre 2019

Sergei Brin e Larry Page lasciano Alphabet: cosa cambia per Google

di Federico Bandirali

I due co-fondatori di Big-G resteranno coinvolti come azionisti. Operazione di rebranding

Google cambia assetto societario con i due storici co-fondatori del colosso di Mountain View, Larry Page e Sergei Brin, a rassegnare le proprie dimissioni da Alphabet - la holding che controlla anche Big-G -di cui erano rispettivamente amministratore delegato e presidente.

 

Al loro posto, in continuità con le precedenti decisioni, si è insediato Sundar Pichai, già al “timone” di Google negli ultimi quattro anni e nuovo CEO di Alphabet, mentre la carica di presidente resta “scoperta”. Il passo indietro, ad ogni modo, non è “totale”, con Page e Brin che hanno immediatamente chiarito come continueranno ad essere coinvolti nel board direttivo in quanto membri e azionisti, ovviamente con meno potere decisionale.

Chi è Sundar Pichai

Sundar Pichai, 47enne di Chennai (India), ha studiato ingegneria all’'Indian Institute of Technology di Kharagpur, per poi proseguire il percorso formativo di altissimo livello presso la Stanford University e la Wharton School dell'Università della Pennsylvania. Assunta la guida di Google quattro anni fa, Pichai manterrà la carica con nuove e più importanti responsabilità, in una fase storica complessa per l’azienda al centro di numerose indagini antitrust (in primis quella della FTC statunitense), scandali sulla privacy e diversi problemi coi 100 mila dipendenti sparsi per il globo.

 

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I motivi del cambio societario di Alphabet

Né Page né Brin, per ora, hanno chiarito bene i motivi che hanno portato alla rivoluzione, limitandosi a dichiarare che Pichai “porterà umiltà e grande passione per la tecnologia a beneficio dei ‘nostri’ utenti, partner e lavoratori”, aggiungendo come sarebbe stato difficile se non impossibile trovare una persona più adatta di lui a colmare il vuoto che lasciano.

 

Precisando come, ora, per loro sia giunto il tempo di “abbandonare” i ruoli operativi nella “barca”, diventando una sorta di “genitori orgogliosi, che offrono consigli e amore, ma non una fastidiosa sorveglianza quotidiana”.

 

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Anche se, in realtà, sembra più un modo per defilarsi e cercare di avviare, partendo dal management, un’operazione di rebranding provando a chiudere con il passato in modo che le numerose controversie legali in cui è coinvolta Mountain View possano essere ricondotte al passato e non al futuro. Con l’auspicio che le politiche commerciali e sulla privacy di Google cambino in meglio, perché l’immagine dell’azienda è stata a dir poco compromessa negli ultimi mesi.