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Smartphone: Huawei sarebbe pronta a vendere il marchio Honor Huawei Store - Credit: dycj / IPA / Fotogramma
tecnlogia 10 novembre 2020

Smartphone: Huawei sarebbe pronta a vendere il marchio Honor

di Redazione

Ad un consorzio cinese per circa 13 miliardi di euro. Ultimo effetto del bando deciso dall’amministrazione Trump

uawei, colosso cinese della tecnologia, sarebbe pronta a vendere il “sottomarchio” Hornor a un consorzio locale capeggiato dalla società di distribuzione di smartphone Digital Media e dalla municipalità di Shenzhen, sede dell’azienda, per un corrispettivo pari a 100 miliardi di yuan.

Ovvero, al cambio attuale, quasi 13 miliardi di euro.

 

Indiscrezioni nel merito hanno iniziato a rincorrersi da inizio novembre, con la “voce” che ha ripreso vigore sui social tra lunedì 9 e martedì 10 novembre al punto da essere rilanciata dalla Reuters che, facendo riferimento alla cessione, ha citato fonti interne al colosso di Shenzhen attive nella trattativa.

 

La vendita del brand Honor, che partecipa alle vendite globali di smartphone da parte di Huawei per un quarto del totale, dovrebbe essere l’ultima mossa scatenata dalle sanzioni statunitensi imposte al colosso cinese dall’amministrazione Trump, con la società che già da tempo non può comprare né soluzioni software né componenti hardware dagli Usa.

 

Di qui la scelta di cedere Honor, una soluzione oggetto di indiscrezioni da mesi e che, evidentemente, indica come Huwaei non si attenda grandi cambiamenti con l’elezione di Joe Biden rispetto al trattamento riservato dagli Usa all’azienda, vista come “dipendente e collegata” al governo di Pechino.

 

Inoltre, l’eventuale cessione di Honor segnerebbe anche la fine dell’ambizioso progetto del colosso cinese della tecnologia, che nel 2018 aveva annunciato l’ambizioso obiettivo di diventare il primo produttore a livello globale di smartphone.

 

La parola fine, evidentemente, deve ancora essere scritta, ma con l’attuale contesto globale e il protrarsi dei conflitti commerciali tra Usa e Cina sembra solo una questione di tempo.

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