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L'Iran ha bloccato tutti i social media: ecco come e perché

- Credit: Liang Youchang / Xinhua/Photoshot / Fotogramma

SOCIAL E CENSURA23 settembre 2022

L'Iran ha bloccato tutti i social media: ecco come e perché

di Federico Bandirali

'Spegnendo' le reti mobili per mettere offline WhatsApp e Instagram, uniche due piattaforme fruibili senza VPN

Dalla serata del 21 settembre 2022, esattamente come successo nel 2019, l'Iran ha bloccato per la seconda volta l'accesso ai social media disattivando appositamente le reti mobili del paese. Decisione presa dal regime poiché, tra tutti, WhatsApp e Instagram erano quelli usati prevalentemente dai cittadini nel corso delle proteste esplose dopo l'uccisione della 22enne Mahsa Amini da parte della 'polizia della moralità'.

 

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Evidentemente, un blocco di questo tipo che interessa le reti e quindi le connessioni è una tipologia che non su può aggirare, poiché rende vana la funzione delle VPN usate in precedenza per accedere a Twitter e Facebook.

 

L'ong impegnata nel monitoraggio degli 'spegnimenti' di Internet su scala globale NetBlocks, come emerso in seguito, già dal 16 settembre ha riscontrato rallentamenti nelle connessioni nella capitale Teheran, poi allargatesi progressivamente in diverse regioni fino al blocco totale causa spegnimento delle reti mobili. WhatsApp e Instagram, dopo il blocco di Twitter e Facebook anni addietro, erano le due piattaforme usate per organizzare proteste e condividere informazioni non 'di regime'.

 

Per NetBlocks, quella decisa da Teheran è la censura più ‘imponente’ dal novembre del 2019, quando la popolazione protestò a causa dell'impennata dei prezzi del carburante. Lasciando come unica speranza l'aiuto di Elon Musk e della sua rete satellitare Starlink, negato prima e in futuro a causa delle sanzioni imposte dagli Usa all'Iran.