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Libra, lasciano Stripe e eBay: la criptovaluta di Facebook a rischio

- Credit: iStock

CRIPTOVALUTE12 ottobre 2019

Libra, lasciano Stripe e eBay: la criptovaluta di Facebook a rischio

di Federico Bandirali

Si aggiungono a Visa, Mastercard e PayPal. Le autorità accerchiano Zuckerberg

Il progetto Libra, la nuova criptovaluta di Facebook, era partito con squilli di tromba e ambizioni smisurate, al punto di puntare ad affermarsi come unica moneta virtuale e affiancare, se non sostituire, le valute sovrane. Poi, dopo l’annuncio in pompa magna di Mark Zuckerberg, CEO del colosso con sede a Menlo Park, e le numerose e prestigiose partnership sottoscritte per far nascere la cryptovaluta entro metà 2020, guai a non finire. Prima il mirino delle autorità di tutto il mondo puntato sul progetto, che desta preoccupazione e perplessità, poi gli addii, con PayPal a fare il primo passo seguita da Visa e Mastercard. Ora anche eBay, Stripe e Mercado Pago (tutti partner finanziari, casualmente) si chiamano fuori.

 

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Il tutto alla vigilia del primo "Libra Council", riunione tra tutte le aziende coinvolte nel “consorzio” che dovrebbe vigilare sullo sviluppo del progetto (tolte quelle che hanno lasciato) in programma a Ginevra lunedì 14 ottobre. Il condizionale, però, a questo punto è obbligatorio, perché tra le ostilità delle autorità e le defezioni non appare più certo che la criptovaluta di Facebook possa veder la luce, col rischio concreto che diventi uno dei più grandi flop della storia di Menlo Park e non solo.

 

Visa, in realtà, ha detto arrivederci, esattamente come PayPal, chiarendo che non c’è più alcuna volontà di far nascere il progetto, lasciando però aperto uno spiraglio se verrà garantito che Libra rispetterà “tutte le aspettative degli enti regolatori”. Un obiettivo irraggiungibile entro metà 2020 e, viste le defezioni, anche successivamente, con il messaggio di uno dei principali circuiti di pagamento su scala planetaria che, dopo aver aderito in un primo momento, non vuole demolire il progetto pur abbandonandolo.

 

Stripe e eBay, invece, hanno preferito glissare sui motivi del passo indietro, trincerandosi dietro a un cambio di priorità per giustificare la propria decisione e confermando contestualmente, interesse per il progetto. Un modo garbato per non mettere al centro la già rovente questione della regolamentazione e dell’ostilità delle autorità di tutto il mondo verso rispetto al progetto di Mark Zuckerberg.

 

L’arrivederci di Stripe, peraltro, potrebbe essere la fine di tutto perché, sfilatesi anche Visa e Mastercard oltre a Paypal, elimina totalmente il supporto dei principali operatori finanziari dal progetto. Che, consistendo in una valuta, seppur virtuale, non può prescindere dall’appoggio di partner finanziari prestigiosi e leader in tutti i mercati occidentali.

 

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Il quadro generale, se possibile, è ancora più complesso, visto che anche le aziende che non operano nell’ambito prettamente economico, sono attese da una stretta dei controlli del governo statunitense nel caso in cui dovessero scegliere di continuare a portare avanti il progetto. Non solo rispetto al coinvolgimento in Libra, ma anche per i core-business di ogni società parte del consorzio. per tutte le at. Lo ha chiarito il Presidente Donald Trump (repubblicano), e lo ha ribadito anche l’opposizione dei democratici al Congresso.

 

Finita immediatamente nel mirino delle autorità internazionali, Libra è stata anche oggetto di pesanti critiche da parte di grandi nomi dell’imprenditoria nel settore tecnologico (ultimo in ordine di tempo il CEO di Apple Tim Cook), e sembra avviata a diventare un’incompiuta. Con Francia e Germania che non fanno mistero di come, anche se un domani la criptovaluta di Facebook dovesse vedere la luce e essere immessa nel mercato, ne verrà immediatamente bloccata la circolazione per “tutelare la sovranità monetaria, diritto esclusivo degli Stati nazionali”.

 

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La strategia messa in campo dagli enti regolatori e dai governi di molti Paesi appare dunque chiara: spaventare tutti i partner di Menlo Park, e lo stesso Zuckerberg, per spingerli ad abbandonare il progetto in modo che non si arrivi mai nella creazione della nuova moneta virtuale. E, a quanto pare, il piano sta producendo i risultati sperati Con buona pace di Zuck, che il 23 ottobre dovrà testimoniare davanti al Financial Services Committee della Congresso statunitense proprio rispetto a Libra. Il cui destino, alla luce di quanto sta accadendo, appare segnato.