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LinkedIn non accederà più alla clipboard degli iPhone - Credit: iStock
TECNOLOGIA 4 luglio 2020

LinkedIn non accederà più alla clipboard degli iPhone

di Federico Bandirali

Dopo che iOS 14 ha rilevato attività anomale dell'app: "Bug tencico, sarà risolto a breve”

 

Dopo aver “scovato” TikTok, AliExpress e altre app che, idealmente, erano al di sopra di ogni sospetto, il nuovo sistema operativo per iPhone, iOS 14 (disponibile solo in versione beta per gli sviluppatori), ha rilevato che anche LinkedIn fa un uso improprio della clipboard dei device Apple.

La piattaforma social dedicata al mondo del lavoro, infatti, è stata pizzicata "con le mani nella marmellata" da un programmatore, che ha scoperto come l’app, senza ragione, copiasse ed incollasse il testo degli appunti in background.

 

Il tutto, premessa doverosa, è stato possibile grazie a una nuova funzionalità relativa alla privacy per iOS 14:  il nuovo sistema operativo della Mela, infatti, avverte gli utenti con un banner quando un’app (o un device diverso) accede agli appunti archiviati nella clipboard e a qualsiasi altro elemento salvato sul dispositivo.

 

Così, dopo TikTok e tante altre applicazioni meno popolari, a cadere nella rete protettiva di Cupertino è restata intrappolata anche LinkedIn, con gli sviluppatori della beta di iOS 14 costretti a veder comparire incessantemente gli avvisi in questione attraverso il predetto banner.

 

La società, colta evidentemente di sorpresa, ha descritto questa “anomalia” come un semplice bug. Erran Berger, top manager di LinkedIn, davanti all’evidenza ha preso in mano Twitter per provare a fornire una giustificazione credibile al comportamento anomalo dell’applicazione.

Lo ha fatto sostenendo che tale attività serve per verificare che vi si corrispondenza tra quanto un utente sta scrivendo e ciò che è salvato nei suoi appunti.

 

Peccato che, oltre a sottolineare come LinkedIn non memorizzi né trasmetta “il contenuto degli appunti”, Berger non abbia chiarito il motivo per cui questa verifica fosse necessaria. Annunciando soltanto un aggiormento dell’app per iPhone nel più breve tempo possibile per poi assicurare che seguirà da vicino la vicenda e comunichere personalmente quando “la correzione sarà effettivamente attivata”.

 

Difficile dubitare della buona fede di LinkedIn, che in effetti non avrebbe alcun motivo logico per violare, anche solo parzialmente, la privacy dei propri utenti. Tuttavia appare chiaro come la nuova funzionalità di IOS 14 rappresenti una garanzia per i clienti della Mela relativamente alla sicurezza dei dati personali.

 

Così, in previsione de lancio del nuovo sistema operativo di Apple su scala sempre più ampia e in attesa della release ufficiale, appare scontato come tante app apparentemente “insospettabili” diventeranno oggetto di discussione per via di “comportamenti” anomali rispetto alla raccolta di dati, con gli utenti sempre più consapevoli di quali vengono condivisi dalle app installate sui loro devide Apple e quali, invece, no.

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