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Microsoft chiuderà tutti gli Store fisici per vendere solo online - Credit: iStock
ECONOMIA 29 giugno 2020

Microsoft chiuderà tutti gli Store fisici per vendere solo online

di Federico Bandirali

La chiusura totale costerà oltre 450 miliardi e interesserà principalmente gli Usa

 

Dopo 11 anni (evidentemente infruttuosi) dalla prima apertura, Microsoft ha deciso di cambiare la propria strategia commerciale annunciando la prossima chiusura di tutti Microsoft Store, ovvero i negozi “fisici” del colosso di Redmond.

Per chi non si fosse mai accorto della loro esistenza, però, non cambierà nulla. E in Italia, considerando che l’unico Store europeo si trova a Londra, saranno in molti a non accorgersi della novità.

 

Diverso il discorso negli Stati Uniti dove Microsoft ha aperto dal 2009 ben 107 dei “suoi” 116 Store globali, con la decisione della società che spiega, almeno in parte, perché il colosso di Redmond dopo averli chiusi per via della pandemia da coronavirus, non abbia riaperto un singolo negozio fino all’annuncio, rifiutandosi anche di stilare una tabella di marcia per le riaperture quando iinterpellato nel merito.

 

L’idea, visto che gli Store della società fondata da Bill Gates (ora “fuori” dalla società dopo le dimissioni dal CdA di metà marzo 2020 e impegnato nella filantropia) si trovano all’interno di centri commerciali, era che Microsoft avesse deciso di procedere con estrema cautela considerando che negli States la prima ondata di contagi, dopo un temporaneo rallentamento, è ripresa più intensa di prima. Evidentemente non era così.

 

La decisione, ad ogni modo, non causerà licenziamenti con il vice presidente Corporate David Porter a darne notizia con un post su LinkedIn affermando: “Il nostro impegno a far crescere e sviluppare le carriere dei ‘nostri’ talenti sarà più forte che mai”.

 

Detto ciò, Microsoft ovviamente non smetterà di vendere autonomamente i propri prodotti, puntando però esclusivamente sugli acquisti online. Una decisione che farà perdere al colosso di Redmond 450 milioni di dollari “ante tassazione” e che avrà ripercussioni sul bilancio del secondo trimestre del 2020 in chiusura il 30 giugno.

 

Tuttavia, come spiegato dalla casa base a Redmond con un comunicato, “le vendite online sono cresciute online con il nostro portafoglio prodotti che si è evoluto verso un'offerta digitale. Siamo grati ai nostri clienti dei Microsoft Store e continueremo a servirli online”.

 

Il piano, in realtà, secondo le indiscrezioni di diversi media statunitensi si sarebbe dovuto concretizzare nel 2021, ma la pandemia e la conseguente impennata degli ordini online hanno dato la spinta decisiva per voltare definitivamente pagina.

 

Anche perché la catena di Store a marchio Microsoft - evidentemente ispirata dal successo degli Apple Store che sono diventati il “modello di riferimento” nella vendita al dettaglio per le società tecnologiche – non è mai davvero riuscita a far breccia nei cuori dei consumatori, e a lockdown vari terminati (si spera presto, ca va sans dire) diventerà solo una pagina di storia da archiviare come sfortunata.

 

Come spiegato da Porter “le nostre vendite sono cresciute online man mano che la nostra offerta di prodotti si è allargata trovando largo successo con offerte online, mentre il nostro talentuoso team ha garantito standard elevatissimi nel servizio clienti senza necessità di compresenza fisica”.

 

Porter, che ha chiuso il suo intervento con le classiche frasi di circostanza rivolte ai clienti, non ha però fatto menzione di come la serrata non interesserà gli Store situati a Redmond, New York, Londra (aperto il 10 luglio 2019) e Sydney.

 

Che invece verranno "riconvertiti" in locali dove il colosso del software non venderà più i propri prodotti ribattezzandoli “Microsoft Experience Center”, ovvero centri dove vivere non meglio precisate “esperienze” grazie alle tante soluzioni tecnologiche della società fondata da Bill Gates.

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