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Microsoft: stop alle tecnologie per il riconoscimento delle emozioni

- Credit: Sincerely Media / Unsplash

SOFTWARE23 giugno 2022

Microsoft: stop alle tecnologie per il riconoscimento delle emozioni

di Federico Bandirali

L’azienda non darà più accesso alle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale utili allo scopo: ecco perché

Microsoft ha da poco pubblicato la seconda versione del 'Responsible AI Standard' della società, ovvero un elenco di linee guida da seguire nello sviluppo di tecnologie che poggiano sull’intelligenza artificiale. Poiché i predetti sistemi in sede di progettazione devono necessariamente mettere al centro gli individui seguendo principi di equità, affidabilità, sicurezza, trasparenza e, ultima ma non meno importante, privacy, il colosso di Redmond ha deciso di ritirare la tecnologia che consente di individuare e riconoscere da foto e video le emozioni delle persone in esse presenti.

 

La società guidata da Satya Nadella, ha sottolineato come l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale può rivelarsi discriminatorio. Ad esempio, è provato come la tecnologia speech-to-text non funzioni con precisione quando il riconoscimento vocale riguarda persone afroamericane.

 

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La tecnologia Custom Neural Voice di Azure, poi, nel consentire di creare voci sintetiche pressoché identiche a quelle originali, è utilizzabile in modo improprio come, altro esempio, per trarre in inganno chi ascolta. Stante questo presupposto, Microsoft ha limitato l’accesso al servizio, con soluzioni e controlli dello stesso tipo applicati anche al riconoscimento facciale.

 

Inoltre, il colosso di Redmond dopo averla lanciata con grande enfasi, ha annunciato lo stop alla tecnologia che permette di riconoscere le emozioni personali da contenuti multimediali, nonché sesso, età, trucco, capelli e barba. Di conseguenza, Microsoft non fornirà più le cosiddette 'Face API', precedentemente utilizzate per comprendere e determinare lo stato emotivo in base ad espressioni del volto e movimenti della faccia.

 

L’assenza di una definizione universalmente riconosciuta rispetto alle emozioni e la conseguente impossibilità di collegare espressioni facciali con lo stato emotivo, nel tempo hanno generato preoccupazioni principalmente per quanto concerne privacy e discriminazione.

 

Ad ogni modo, i clienti di Microsoft che utilizzano le API potranno farlo fino al 30 giugno 2023, ma solo in circostanze specifiche come, ad esempio, lo sviluppo di soluzioni per aiutare portatori di disabilità, tra le quali Seeing AI.