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Microsoft immergerà i server in una vasca da bagno per raffreddarli

- Credit: Sito ufficiale Microsoft

TECNOLOGIA08 aprile 2021

Microsoft immergerà i server in una vasca da bagno per raffreddarli

di Federico Bandirali

Un nuovo metodo per migliorare i servizi cloud nei data center e tutelare l’ambiente: ecco come funzionerà

Microsoft, che per anni ha pensato e infine valutato positivamente l’ipotesi di un data center immerso nei fondali marini (dal 2018 fine 2020 il test), ora ragiona e mette alla prova un’altra soluzione che si prefigge il medesimo scopo: allungare il ciclo di vita dei suoi server, senza tralasciare la sostenibilità ambientale. Sempre in tema acquatico, questa volta il gigante del software guidato da Satya Nadella ha intrapreso un'altra strada: mettere a bagno i server in un fluido a base di fluorocarburi “non conduttivo”.

 

Invero non è una trovata originale di Redmond, visto che nell’ambito delle criptovalute e del loro mining –dispendioso in termini energetici e non solo ma evidentemente redditizio -, che richiede sistemi di raffreddamento efficienti per le macchine con tecniche innovative e già stato usato.

 

Microsoft, tuttavia, ha voluto precisare di essere il primo fornitore di servizi cloud (Azure, ndr) a utilizzare un sistema di questo tipo, dove il liquido in questione ha la funzione di sottrarre calore alla componentistica hardware. Il tutto arrivando alla soglia di ebollizione, vicina ai 50° centigradi, per generare come conseguenza dovuta alle leggi della fisica una sorta di condensa che, a sua volta, rientra nella vasca.

 

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Un circolo virtuoso o, se si vuole essere tecnici nel linguaggio, un meccanismo per il raffreddamento server “a circuito chiuso” e autoalimentato, che fa venir meno la necessità di utilizzare serbatoi e inverter termici per far fuoriuscire all’esterno il calore.

 

Come spiegato in modo chiaro, semplice e completo da Christian Belady, vicepresidente del Data Center Advanced Development Group di Microsoft, si tratta fondamentalmente di “una vasca da bagno. Il componente viene immerso e si osserva il liquido bollire, proprio come in una pentola, e in questo modo potenzialmente si può azzerare il fabbisogno d’acqua nei data center”

 

La soluzione, inoltre, ha benefici anche sul consumo energetico, visto che dai primi dati della sperimentazione condotta l’efficienza aumenta in una percentuale compresa tra il 5% e il 15%, dando modo di mettere più vicine le componenti hardware e, di conseguenza, ridurre lo spazio occupato dagli stessi.

Elemento a dir poco importante per ogni infrastruttura cloud, Microsoft Azure inclusa.