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Natura e buon umore sono collegati, lo dimostrano i nostri tweet

TECNOLOGIA31 agosto 2019

Natura e buon umore sono collegati, lo dimostrano i nostri tweet

di Federico Bandirali

Dopo una passegiata al parco le nostre parole sono più "felici"

Natura batte tecnologia o, meglio, la natura migliora il nostro rapporto con la tecnologia (e non solo). E così, immersi nel verde e tra gli animali, il nostro umore migliora. La prova? I nostri tweet sono “più felici” se siamo tra alberi e siepi, o se postiamo sdraiati sotto il sole.

Lo studio: la natura rende gioiosi

Questo è quanto ha concluso un team di ricercatori dell’Università del Vermont, che in una ricerca pubblicata su “People and Nature” certificano quella che, prima, era solo una deduzione. Per farlo gli studiosi hanno analizzato la cronologia di oltre 4.500 utenti di Twitter, analizzando il contenuto dei “cinguettii” pubblicati nei giardini di San Francisco.

 

Quello che ne emerge è come, prima e dopo esserci "tuffati" nel verde, il nostro “linguaggio” cambia “registro”. E, se non bastasse, più siamo immersi nella natura, più siamo pervasi da un senso di gioia che si riflette nel modo in cui comunichiamo.

L’approccio metodologico

Per "determinare" il nostro umore leggendo tra le righe l’equipe di studiosi si è avvalsa dell’endometro, uno strumento per analizzare il linguaggio capace di stabilire quali sentimenti proviamo basandosi sulle nostre scelte lessicali. Lo strumento d’analisi si applica solo alla lingua inglese, ma difficilmente i risultati sarebbero stati diversi in altri idiomi.

 

Come spiega Aaron Schwartz, a capo del team di ricerca, l’endometro analizza le parole di un breve testo (indicativamente due righe), esattamente come se stesse misurando la temperatura corporea, e poi classifica con un punteggio da 1 a 9 il nostro umore. L’associazione è semplice: parole come “traffico”, “coda” e simili hanno un valore “negativo”, prossimo all’1, mentre vocaboli come “vacanze”, “splendido” o “sole” hanno un valore crescente che si avvicina al 9.

I limiti dello studio

In realtà, come ammesso dallo stesso Schwartz, la valutazione dell’umore con questo approccio non è centratissima, perché non riesce a stabilire una vera relazione causa-effetto. Tra le varie azioni che possiamo compiere all’aperto, non è chiaro quale sia quella che “innesca” il buon umore, anche se l’aria aperta rende inequivocabilmente più allegri. L’altro limite è legato alla zona della ricerca, vista la tipologia di abitante medio di San Francisco ovvero benestante, affezionato ai social senza esserne dipendente e relativamente “giovane”.

 

Detto ciò, il contatto con la natura rilassa, e questo lo sostenevano psicologi, sociologi e medici già prima dello studio, che ne è solo una conferma. In fondo, già anche sul finire del 1700 il grande poeta e scrittore inglese Sir. William Blake affermava: “Quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono. Un incontro che non avviene certo giù in strada”. Non sbagliava.