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Cosa cambia la nuova direttiva Ue sul copyright recepita dall’Italia

- Credit: Tim Mossholder / Unsplash

INTERNET10 agosto 2021

Cosa cambia la nuova direttiva Ue sul copyright recepita dall’Italia

di Simone Colombo

Maggiori tutele per editori e autori, con adeguamento al digitale delle tutele vigenti per il diritto d’autore

Il Consiglio dei Ministri, prima della pausa estiva, ha recepito lo schema preliminare del decreto legge per attuare la Direttiva UE 2019/790 sul diritto d’autore. Il testo, che ora passerà dall’esame del parlamento, è il risultato della collaborazione tra il Dipartimento dell'editoria, le diverse amministrazioni coinvolte e le associazioni di categoria.

 

L'obiettivo della Direttiva europea consiste nell’aggiornare la normativa vigente in tema copyright, rendendola al passo coi tempi visto il sempre maggior peso del digitale. Lo scherma del decreto interviene e modifica la legge sul diritto d’autore, con l’obiettivo di assicurare più tutele ai titolari dei diritti anche in relazione alla pubblicazione e diffusione in Rete dei contenuti in questione.

 

Lo schema preliminare, pertanto, fissa quali sono le responsabilità delle piattaforme digitali rispetto alle violazioni del copyright. Ad esempio, qualora gli utenti condividano su un social network un’opera protetta dal diritto d’autore, il proprietario della piattaforma è obbligato ad avere autorizzazione per farlo firmata dai titolari dei diritti.

Il tutto con le dovute eccezioni, tra le quali figurano enciclopedie libere e digitali come Wikipedia e siti simili.

 

Agli editori dei giornali viene data facoltà di richiedere un equo compenso ai fornitori dei sevizi online per la pubblicazione dei contenuti. Gli autori hanno poi diritto di ricevere una quota dei proventi riconosciuti agli editori.

 

AGCOM adotterà un regolamento per l'individuazione dei criteri da seguire per la determinazione dell'equo compenso. I provider devono fornire tutte le informazioni per il calcolo dell'equo compenso. In caso contrario, AGCOM può applicare una sanzione fino ad un massimo dell'1% del fatturato.

 

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Il decreto prevede inoltre maggiori tutele per gli autori. Le principali consistono nella richiesta di un'ulteriore remunerazione quando i proventi derivanti dallo sfruttamento delle loro opere è superiore al previsto; il diritto di revocare la licenza esclusiva in caso di mancato sfruttamento dell'opera e infine la richiesta di remunerazione parametrata al valore potenziale o effettivo dei diritti e ottenuta ai ricavi derivanti dal loro sfruttamento.