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VIDEO L’origine dei Metroidvania
VIDEO PER CONOSCERE

L’origine dei Metroidvania

di Alexandro Dipalo

Parliamo di un intero genere di videogiochi, quello dei Metroidvania

Di recente vi ho parlato dell’E3 2021 e di uno dei videogiochi a sorpresa  annunciati durante la conferenza di Nintendo,ossia Metroid 5 Dread.

Vi ho anche dato qualche informazione sulla serie Metroid e oggi voglio  proseguire quel discorso e ampliarlo per parlarvi di un intero genere di  videogiochi, uno che apprezzo molto, quello dei Metroidvania.

 

Andiamo con ordine e partiamo dal principio, un principio che possiamo  datare 1986, anno in cui vengono rilasciati in Giappone Metroid e  Castlevania, i primi titoli delle rispettive serie. 

 

All’apparenza molto simili, si tratta comunque di due platform usciti  anche su alcune console in comune, sono in realtà due giochi molto diversi  tra di loro. 

 

Metroid ha subito ben chiara la sua identità: è un gioco di avventura ed esplorazione dove vestiremo i panni della cacciatrice di taglie spaziale  Samus Aran in missione su un pianeta misterioso per eliminare delle  creature estremamente pericolose chiamate, appunto, Metroid. Il gioco  sceglie volontariamente di non concentrarsi tanto sui combattimenti, rendendoli interessanti ma non particolarmente complessi, ma di puntare  sul mondo in cui si ambienta riempiendolo, metaforicamente, di lucchetti  e chiavi. 

 

Essenzialmente il giocatore dovrà esplorare il pianeta in questione, Zebes, ottenendo diversi potenziamenti che renderanno Samus sempre più forte,  ma non è tutto limitato al semplice abbattere più nemici più rapidamente,  

 

come dicevo il focus non è il combattimento. I potenziamenti serviranno  anche a raggiungere nuove aree del pianeta che non potevano essere  esplorate ad un primo passaggio, ma che a cui ora potrete tornare, forti  delle vostre nuove abilità, e conquistare. Ogni nuova abilità sarà come  una chiave in grado di aprire un lucchetto o, in questo caso, un ostacolo che prima era impossibile superare. 

 

L’obiettivo di Metroid è dare al giocatore un mondo vivo e pieno di segreti, un mondo che potrà essere scoperto nella sua interezza solo se vi  impegnerete e ne esplorerete ogni angolo. 

 

I potenziamenti diventano il mezzo con il quale il giocatore può perdersi e ritrovarsi, portando il fulcro sul mondo, e non su di voi. 

 

La serie prosegue con questo ideale anche con Metroid II, sequel di Metroid, ma sarà con il terzo gioco, Super Metroid, che scattarà la prima  scintilla che porterà alla nascita dei Metroidvania, ma prima di parlarne  dobbiamo affrontare la parte vania del nome, dobbiamo affrontare  Castlevania. 

 

Come ho già accennato, Castlevania è il primo gioco della serie  Castlevania. Pazzesco, lo so.

 

Al contrario di quanto accadde con Metroid, dove la formula rimane bene  bene o male la stessa con il passare degli anni, Castlevania all’inizio era  ben diverso da quello che è adesso. 

 

La storia era molto semplice: voi siete Simon Belmont, un cacciatore di  vampiri, e dovrete esplorare il castello infestato di Dracula per liberare il  mondo dalla sua influenza malvagia. 

Anche le meccaniche non erano particolarmente complicate: il castello è diviso in sezioni e al termine di ogni sezione c’è un boss, un mostro che  blocca l’accesso alla zona successiva.

 

Superare le zone di per sé è già  faticoso, ma è con i boss che il gioco splende, il tutto con una difficoltà  molto alta ma che non risulta scorretta. La vittoria va guadagnata e  Castlevania non ha paura di farvi sudare.

 

La formula rimane bene o male quella per diversi titoli, ma le cose  cambiano con Castlevania: Symphony of the Night, pubblicato nel 1997. In questo capitolo passiamo da un classico gioco platform a qualcosa di più simile a ciò che già abbiamo visto in Metroid: un mondo interconnesso, in  questo caso l’enorme castello di Dracula, dove il giocatore potrà perdersi  esplorandone ogni anfratto. 

 

Rispetto a Metroid, Symphony of the Night punta molto di più sul  combattimento, inserendo meccaniche da gioco di ruolo come livelli, magie  ed equipaggiamenti, ma l’idea dei potenziamenti come “chiavi” rimane. E adesso arriviamo al punto.

 

Super Metroid e Castlevania: Symphony of  the Night sono i titoli che definiscono il genere, o sottogenere se vogliamo essere fiscali, dei Metroidvania, e ora capite il perché di questo nome.

 

Grazie a loro nasce l’idea di un gioco dove il protagonista è quasi più il mondo, che il giocatore, dove siete ospiti in un ambiente ostile e vivo, che  potrebbe andare avanti anche senza di voi, ma che scegliete di esplorare e  imparare a conoscere. 

 

La storia dei Metroidvania prosegue fino ad oggi, ma non esattamente nel  modo in cui potreste aspettarvi, ma ne parleremo più avanti, lasciamo un  po’ di mistero nell’aria. 

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