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Perché la Cina ha deciso di bloccare l'app social Clubhouse

- Credit: William Kruse / Unsplash

SOCIAL NETWORK09 febbraio 2021

Perché la Cina ha deciso di bloccare l'app social Clubhouse

di Federico Bandirali

Decisione improvvisa di Pechino, ma l’assenza di moderazione era inconciliabile con la censura di stato

Dalla serata dell'8 febbraio (mattinata di martedì 9 in Italia), come riferito dal sito Usa TechCrunch la Cina ha deciso di bloccare l’accesso al nuovo social “esclusivamente vocale” Clubhouse e alle sue stanze, private e nelle quali nessun argomento è tabù. L’app, disponibile solo per iPhone, è stata bloccata per ovvie ragioni, visto che poco prima dell’improvviso stop deciso da Pechino una “room” dedicata alle proteste di piazza Tienanmen e pro-democrazia del 1989, aveva superato in breve tempo il limite massimo di partecipanti per stanza, al momento fissato a 5.000 partecipanti.

 

- LEGGI ANCHE: Che cosa è e come funziona Clubhouse, il social vocale e intimo

 

Come riporta TechCrunch, improvvisamente alcuni utenti cinesi si sono trovati nell’impossibilità di ricevere al loro recapito telefonico il codice di verifica necessario per iscriversi al social. Nelle due settimane precedenti al blocco, Clubhouse era cresciuto esponenzialmente in termini di popolarità nelle grandi città del Paese, attirando persone che si occupano di startup, investimenti o nel mondo accademico, oltre a quanti hanno un background culturale “occidentale”.

 

Molti di loro, vista l’assenza di moderazione nelle stanze dell’app, avevano immediatamente previsto che la vita di Clubhouse in Cina sarebbe durata poco a casua del "tipo" di dibattiti (spesso politici) sulla piattaforma e alla loro coesistenza con la continua censura esercitata da Pechino nel merito.

 

Peraltro, l’app era comparsa brevemente e poi subito scomparsa dall’App Store di Apple durante il lancio su scala globale del settembre 2020, con gli utenti cinesi lesti nel scaricarla e installarla senza troppi problemi, per poi connettersi direttamente alla piattaforma senza stratagemmi come l’utilizzo di una VPN.

 

Situazione cambiata nel giro di pochi minuti martedì 9 febbraio e destinata a rimanere tale anche in futuro, mentre nel Paese continuano a comparire incessantemente app social che, di fatto, sono cloni di ClubHouse con l’unica variante rappresentata dal “controllo” di Pechino sulle stesse.