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Perché la divisione russa di Google ha dichiarato bancarotta

- Credit: Kai Wenzei / Unsplash

RUSSIA-UCRAINA19 maggio 2022

Perché la divisione russa di Google ha dichiarato bancarotta

di Federico Bandirali

Il blocco del conto bancario da parte del Cremlino ha costretto Big-G ad agire così. Ma alcuni servizi resteranno attivi

L’invasione militare dell’Ucraina da parte della Russia, iniziata ormai da quasi tre mesi, non si sta combattendo solo a livello bellico ma anche come guerra informatica, con ultima vittima di questa situazione la divisione di Google operativa in Russia. La sussidiaria del colosso di Mountain View, infatti, come riportato dall’agenzia stampa internazionale Reuters, ha dichiarato bancarotta stante l’impossibilità di proseguire le proprie attività nel Paese dopo il blocco del conto corrente bancario associato deciso dal Cremlino.

 

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Tra Mosca e Big-G, invero, i rapporti non sono buoni ma tesi da tempo, già prima del conflitto, con la società statunitense finita nel mirino delle autorità locali dopo aver respinto la richiesta di eliminare dalle sue piattaforme contenuti che, secondo l’interpretazione degli stessi della Russia sarebbero illegali.

 

Il primo procedimento legale ha portato a una multa da oltre 100 milioni di dollari lo scorso dicembre, con Google che negli ultimi tempi è stata pesantemente criticata per aver eliminato da YouTube diversi canali collegati alla propaganda di Stato russa.

 

Un portavoce della società guidata da Sundar Pichai, interpellato da Reuters, ha dichiarato quanto segue: “Il sequestro del conto bancario di ‘Google Russia’ da parte delle autorità russe ha reso insostenibile proseguire con le attività del nostro ufficio, oltre a bloccare assunzioni e pagamenti dei dipendenti nel paese impedendo anche le transazioni verso i fornitori e l’adempimento di altri obblighi finanziaria”.

 

Le premesse che sono sfociate senza possibili alternative nella dichiarazione di bancarotta. Detto ciò, una parte dei servizi gratuiti di Google (tra i quali YouTube, Gmail, Maps e il motore di ricerca) resteranno accessibili e utilizzabili per gli utenti russi, al pari del Play Store e di tutto ciò che ruota attorno al sistema operativo mobile Android.