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primo-cellulare-italia - Credit: Wikimedia (Martin Cooper con il DynaTAC, da lui testato già nel 1973. La foto è stata scattata nel 2007).
tecnologia 11 maggio 2021

Primo telefono cellulare: quando è uscito in Italia

di Redazione

Dai primi modelli degli anni Ottanta agli attuali smartphone

 

Il cellulare, anzi lo smartphone (perché l’evoluzione della specie ha portato in dote anche un cambio di nome a cui resistono solo i più nostalgici), è ormai un’appendice del nostro corpo.

 

Con lo smartphone si può telefonare ma anche ascoltare la musica, si può pagare la spesa al supermercato, ma si può anche prenotare un ombrellone al lido, ordinare una pizza e accendere le luci in cucina


Eppure qualche decennio fa, quando nessuno immaginava ancora che bastasse premere il dito su uno schermo per accedere a una serie di funzioni, le telefonate erano l’unica cosa che si poteva fare con quegli apparecchi esclusivi e particolarmente ingombranti, oltre che pesanti.

 

Ah, avete presente la Sim che rappresenta l’utenza telefonica? Beh, anche quelle sono arrivate dopo, nei primi anni Novanta, con l’esplosione del protocollo di comunicazione Gsm adottato dall’Unione europea nel 1987, per poi avere larga diffusione commerciale alla fine di quel decennio.

 

 

Il primo telefono cellulare

La comunicazione senza fili comincia a essere immaginata alla fine degli anni Cinquanta quando l’ingegnere sovietico Leonid Ivanovic Kuprijanovic brevetta un “dispositivo per la chiamata e la commutazione dei canali di comunicazione radiotelefonica”.

 

L’apparecchio, chiamato Radiotelefon LK-1 era dotato di un proprio numero ed era in grado di collegarsi alla rete telefonica via radio, attraverso un sistema di stazioni radiofoniche automatiche Atr situate nel raggio di 20-30 chilometri.
Peccato, però, che l’installazione delle stazioni Atr costasse uno sproposito.

Così la tecnologia si arenò.  

 

Il seme, però, era stato ormai piantato e negli anni successivi diversi ingegneri continuarono a interrogarsi sul come permettere una comunicazione tra due apparecchi che si svincolasse dai cavi telefonici e aprisse una nuova era sul fronte delle telecomunicazioni.

 

Quando è nato il primo cellulare

Il primo telefono cellulare commerciale fu inventato da Martin Cooper, direttore della sezione ricerca e sviluppo della Motorola, che fece la sua prima telefonata il 3 aprile 1973. Lui era a New York, sulla 6th Avenue, e il destinatario era l’amico e rivale Joe Engel dei Bell Laboratories AT&T, che lavorava su un progetto simile.

 

Da quella telefonata, però, passarono dieci anni prima che l’azienda decidesse di produrre un modello per il mercato, in vendita a 4mila dollari.

 

È cominciata così la lunghissima storia evolutiva che ha portato agli attuali smartphone, così profondamente diversi dai primi modelli in commercio.

 

Dalla sua comparsa, infatti, il telefono cellulare ha usato diversi sistemi di funzionamento principali (e alcuni “intermedi”), denominati “generazioni” e basati su differenti tecnologie e standard di comunicazione.

 

Tra gli anni Settanta e Novanta i sistemi erano analogici (160/450/900 MHz) per poi passare a quelli digitali basati su standard Gsm, Gprs, Umts/Edge e poi 3G, 4G e, adesso, anche 5G.

 

Quando è uscito il primo cellulare in Italia

Era il 6 marzo 1983 quando, dopo un decennio di ricerche e investimenti, arrivò sul mercato “The Brick” (il mattone), nome con cui venne chiamato il Motorola DynaTAC 8000x, il primo telefono cellulare in commercio.

 

Nel 1990, invece, alla vigilia del Mondiale di calcio delle “Notti magiche”, Italtel mise in vendita il primo cellulare italiano. Si chiamava “Rondine” e pesava circa mezzo chilo.

 

Dal primo cellulare in poi, fu subito mania, nonostante i prezzi non proprio accessibili dei primi modelli. Si stima che nel 2014 la penetrazione del cellulare sul mercato italiano fosse del 158%, ovvero con una media di una sim e mezza a persona.

 

L’evoluzione del telefono cellulare

E così, con il calo dei prezzi e, contestualmente, anche delle dimensioni e del peso, i cellulari hanno cominciato a diffondersi in maniera sempre più importante dagli anni Novanta.

 

Con il passaggio dal segnale analogico a quello digitale, alle chiamate si aggiunsero i messaggi di testo (gli Sms, ormai in via di estinzione) e, successivamente, la registrazione e visualizzazione di foto e filmati.

 

Nel frattempo negli Stati Uniti fu inventato il touch screen (che ha un padre italiano, il fisico Federico Faggin) e, il 9 gennaio 2007, Steve Jobs presentò al mondo il primo modello di iPhone. Cominciò così la corsa all’innovazione che ha portato ai modelli dei giorni nostri.

 

Con il Gprs, e poi con il 2G, il cellulare cominciò a essere attrezzato per inviare foto e filmati digitali, streaming audio e video, navigare in Internet, inviare e-mail, ecc.

 

Fu invece con l’avvento dell’Umts (terza generazione) che si sono aperte le porte alle videochiamate, fino alla nascita dei telefoni portatili che permettevano di guardare la tv.

 

E poi è stato tutta un’evoluzione che ha portato a reti sempre più veloci e telefoni sempre più performanti che, per certi versi, hanno cominciato a fare concorrenza anche ai computer. E la corsa al progresso non è mica finita. 

 

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