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Gli italiani hanno un problema con le fonti di energia rinnovabili

- Credit: Appolinary Kalashnikova / Unsplash

Ambiente12 dicembre 2021

Gli italiani hanno un problema con le fonti di energia rinnovabili

di Roberto Pianta

Da noi più della metà dell'elettricità resta basata su gas e carbone. I dati

 

Mentre altri paesi corrono verso il potenziamento della quota di energia eolica e solare (fotovoltaico) nell’ambito del proprio fabbisogno, gli italiani sembrano invece retrocedere e tornare verso fonti di energia non rinnovabili (e quindi pericolose per il cambiamento climatico).

 

È vero che l'energia dal carbone è scesa di oltre un terzo dal 2015. Ma la differenza è stata colmata in massima parte dal gas fossile anziché da rinnovabili come eolico e fotovoltaico.

 

L’Italia deve affrettarsi a invertire questa tendenza, se vuole rispettare il suo attuale obiettivo del 55% di produzione di energia da rinnovabili entro il 2030.

 

Lo dice la ricerca Global Electricity Review 2021 di Ember, organizzazione specializzata nell'analisi dei dati sull'energia.

 

Le rinnovabili in Italia

Tra il 2010 e il 2015, la generazione di energia eolica e solare fotovoltaica in Italia era quasi triplicata. L'incremento era stato il secondo per entità tra i paesi G20, dopo quello della Gran Bretagna.

La progressione di queste due fonti di energia pulita si è tuttavia arrestata drasticamente.

 

 

Dal 2015, la proporzione della produzione di elettricità da fonti eoliche e solari in Italia è passata soltanto dal 13,5% al 16,5%. Per fare un paragone: la Turchia ha registrato un incremento molto più sensibile, passando dal 4,7% al 12%.

 

La quota di mercato dell’eolico e del solare fotovoltaico in Italia è superiore alla media mondiale del 9,4%, ma è comunque la metà di quella della Germania.

 

Quali fonti di energia usano di più gli italiani

I combustibili fossili continuano a dominare la produzione italiana di energia: sono il 57% del totale.

Dal 2015, il gas fossile ha incrementato la sua quota, passando dal 40% al 46%. Oggi l’Italia si affida al gas fossile persino più degli Stati Uniti e della Russia.

 

Il Covid-19 ha colpito la domanda energetica italiana più di qualsiasi altro paese del G20

 

Con la pandemia, la domanda energetica italiana è scesa più che in qualsiasi altro paese del G20: è calata di 21 miliardi di kilowatt. Questo ha avuto conseguenze sulla produzione di gas fossile e carbone, scesi rispettivamente di 14 miliardi e 4 miliardi di kilowatt.

 

Il declino complessivo nella domanda di potenza causato dall’impatto della pandemia si è tuttavia concentrato nei primi sei mesi del 2020: già da settembre la domanda è tornata ai livelli pre-Covid.

 

 

Potete consultare l'intera ricerca qui (in inglese).