TimGate
header.weather.state

Oggi 04 ottobre 2022 - Aggiornato alle 03:00

 /    /    /  Perché la Russia bloccherà anche Instagram dal 14 marzo
Perché la Russia bloccherà anche Instagram dal 14 marzo

- Credit: Brett Jordan / Unsplash

RUSSIA-UCRAINA12 marzo 2022

Perché la Russia bloccherà anche Instagram dal 14 marzo

di Federico Bandirali

Risposta di Mosca al cambio di regole del social sull’incitamento alla violenza contro militari russi in Ucraina

Il Roskomnadzor, ente della Federazione Russa che controlla le comunicazioni e il relativo oscuramento, la privacy e le frequenze radio, ha comunicato che a far data dalle 23.59 del 13 marzo anche Instagram sarà bloccato nel Paese. Il ban, che segue quelli di Facebook e Twitter e le accuse a Meta di essere un’organizzazione estremista, è la “risposta” di Mosca alle eccezioni fatte dal colosso creato da Mark Zuckerberg per i contenuti che incitano a violenza e odio verso i soldati russi, il presidente Vladimir Putin e quello (fantoccio del Cremlino) bielorusso Lukashenko.

 

- LEGGI ANCHE - Russia, Meta per Mosca sarebbe un’organizzazione estremista

- E ANCHE - Perché la Russia ha bloccato Facebook e Twitter

 

Una sorta di “non censura”, quasi senza precedenti, che non vige quando i contenuti di questo tipo prendono di mira i civili ed è comunque applicata in pochi Paesi: Armenia, Azerbaigian, Estonia, Georgia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Russia, Slovacchia e Ucraina.

 

Dopo la “limitazione” di Facebook e Twitter decisa da Mosca, Instagram non era ancora stato oggetto di misure restrittive, anche se le nuove regole di Meta avevano già portato le autorità russe a pianificarne la “chiusura”.

 

“Sul social network Instagram stanno circolando messaggi che incoraggiano e provocano atti violenti contro i russi, in relazione ai quali l’ufficio del procuratore generale russo ha chiesto a Roskomnadzor di limitare l’accesso al social network. Il Roskomnadzor ha deciso di completare la procedura per imporre restrizioni all'accesso a Instagram a partire dalle 00:00 del 14 marzo, fornendo agli utenti un ulteriore periodo di transizione di 48 ore”, si legge infatti in un post su Telegram pubblicato dall’ente.

 

Meta non ha commentato la decisione, ma vista la volontà di schierarsi a favore degli ucraini nel conflitto le modifiche alla policy su incitamento a violenza e odio, sebbene celate come modo per offrire “più forme di espressione politica” rispetto all’invasione dell’Ucraina, hanno immediatamente spalancato la strada alla mossa di Mosca.