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Gli italiani e la Smart Home, la casa intelligente e sostenibile - Credit: Sebastian Scholz / Unsplash
tecnologia 14 aprile 2021

Gli italiani e la Smart Home, la casa intelligente e sostenibile

di Redazione

Il 23% degli italiani ritiene che la casa ideale sia quella tecnologica 

 

Per prima cosa, chiariamo ai lettori che cosa sia la “Smart Home”, termine traducibile in italiano con “casa intelligente”: chiamiamo così qualunque abitazione dotata di uno o più dispositivi digitali di automazione della casa o di intrattenimento, collegati a internet, e controllabili da remoto.

 

Parliamo dunque di case dotate di tecnologie in rete: non solo gli smart speaker, ma anche dispositivi digitali per illuminazione, sicurezza, controllo della temperatura, monitoraggio energetico, e, naturalmente, sistemi per l’intrattenimento di tutta la famiglia.

 

In Italia come in Europa, con la pandemia il mercato della Smart Home ha registrato una battuta d’arresto: tuttavia, proprio in questo periodo è aumentato il numero di persone che utilizzano gli oggetti smart nella propria abitazione.

In sostanza, si sono venduti meno oggetti smart, ma a un numero più ampio di famiglie rispetto al passato.
 

Per il 90% degli italiani intervistati da Doxa, dopo il lockdown la casa è in cima alla lista delle priorità.

Il 23% degli italiani ritiene che la casa ideale sia quella tecnologica: collegamento internet ultraveloce e stabile, wi-fi, controllo dall’esterno attraverso lo smartphone, sistemi di sicurezza avanzati, rilevatori di perdite e guasti.

Le nuove esigenze legate alla pandemia hanno portato molte famiglie italiane a riconvertire le proprie abitazioni in uffici, aule per la didattica, perfino in palestre. La permanenza prolungata nella propria abitazione e lo smart working hanno stimolato il ripensamento degli spazi domestici in ottica smart.

Grazie agli incentivi statali per l’efficienza energetica e alla diffusione delle connessioni internet a banda larga e ultralarga, è aumentata la consapevolezza dei consumatori.

Il 46% degli intervistati vorrebbe apportare modifiche alla propria casa.

Il 16% lo farebbe per migliorarne le dotazioni tecnologiche.

L’11% per aumentarne l’efficienza energetica.

Il fenomeno ha riguardato anche le aree meno abitate del Paese. Stanno infatti emergendo nuovi modelli di sviluppo territoriale, grazie alla diffusione delle connessioni internet più evolute e dello smart working.


Alcune amministrazioni hanno stanziato agevolazioni economiche dedicate a chi lavora da casa, per attrarre nuclei familiari interessati a trasferirsi in tali località e svolgere da lì la propria attività professionale.

Altrove, i comuni a rischio spopolamento hanno offerto in affitto o in vendita abitazioni in disuso a prezzi simbolici. 

 

I Paesi dove la tecnologia Smart Home è più diffusa

A guidare la classifica dei principali Paesi europei per diffusione degli oggetti smart nelle case c’è il Regno Unito, dove per ogni 10 case ci sono 18 oggetti smart. Seguono la Germania (16 oggetti) e la Francia (12). Con 6 oggetti smart ogni 10 case l’Italia precede la Spagna, che ne registra solo 4.

 

La Smart Home dà valore alle abitazioni 

La Smart Home ha un notevole impatto sul mercato immobiliare, dove viene percepita come fattore differenziante ed attrattivo capace di ridurre notevolmente i tempi di compravendita dell’immobile.

 

Si pensi, per esempio, che le case con sensori di umidità e monitoraggio dell’acqua subiscono oltre il 90% di danni in meno, e che quelle con servizi di videosorveglianza a larga banda subiscono meno furti.

 

Negli ultimi anni in Italia si è assistito ad un generale decremento del prezzo delle abitazioni.

In media per l’acquisto di una casa con fibra ottica si paga un prezzo più alto fino al 3,8% , che diventa fino al 15% in caso di affitto.

 

Per contro, le case senza connessione o con velocità di download ridotte possono valere il 24% in meno

 

La Smart Home è data per scontata per le case nuove, o per quelle di lusso, mentre per le altre case ogni soluzione smart installata porta un valore aggiuntivo dall’1% al 5%.

 

Fra i servizi di pubblica utilità forniti alle abitazioni, internet è ora al quarto posto, dopo gas, elettricità e acqua.

 

La Smart Home riduce le emissioni di CO2 

Le Smart Home possono contribuire a ridurre in maniera significativa il consumo energetico delle famiglie italiane e quindi le emissioni di CO2.

In particolare, i sistemi di monitoraggio energetico delle Smart Home possono generare un risparmio fra i 3 e i 3,5 miliardi di euro annui.

L’uso di dispositivi Smart Home può portare a una riduzione del 10-15% dei consumi elettrici domestici degli italiani, ossia a una riduzione complessiva di CO2 di circa 1,7- 2,5 milioni di tonnellate l’anno.

 

Le motivazioni per dotarsi di tecnologie Smart Home

Secondo una ricerca effettuata per Energy@Home, la Smart Home raccoglie l’interesse dell’85% della popolazione italiana.


Le persone che acquistano oggetti smart sono spinte dalla ricerca del benessere, dell’efficienza e della sicurezza, con un diverso grado di coinvolgimento in base alla fascia di reddito, alla zona di residenza, al livello di istruzione, all’età. 

 

La presenza in casa di almeno un oggetto smart cresce all’aumentare dei componenti della famiglia: dal 28% del single fino al 56% di un nucleo composto da 5 persone o più. In altri termini, le famiglie giovani e con figli possiedono già almeno oggetto smart home. Con l'aumentare della numerosità del nucleo familiare aumenta la propensione ad avere oggetti smart. Al contrario, i non interessati sono più numerosi tra i single.

 

La presenza di connettività a banda larga o ultralarga nell’abitazione si lega ad una maggiore propensione all’acquisto di un oggetto smart.

 

Il 66% delle famiglie che hanno una connessione dati stabile e veloce possiede un oggetto smart in casa.

 

Quanto vale il mercato Smart Home 

Secondo il report appena pubblicato dal Centro Studi TIM, nel mondo il mercato della Smart Home vale 68 miliardi di euro. Arriverà a 110 miliardi nel 2023, con un incremento medio annuo del 17% circa.

 

Il mercato italiano della Smart Home vale 566 milioni di euro. Nel 2023 raggiungerà un miliardo, grazie all’attenzione degli italiani alle proprie abitazioni derivante in parte anche dall’effetto comportamentale post-Covid.

 

A fare da traino sono gli smart speaker, gli altoparlanti dotati di assistenti vocali, che negli ultimi anni hanno registrato una vertiginosa crescita.

 

Tra gli altri dispositivi più richiesti ci sono gli elettrodomestici smart, piccoli o grandi ma interconnessi per l’automazione della casa, collegati al web e gestibili da remoto.

 

Gli smart speaker e gli elettrodomestici intelligenti sono dunque i dominatori del mercato, di cui rappresentano più del 30%.

Seguono poi le altre tecnologie per la casa: le telecamere, i sensori, i sistemi di sicurezza e protezione, quelli per l’intrattenimento, l’illuminazione, fino ai sensori per migliorare il comfort domestico e i sistemi per il controllo dei consumi energetici.

La fonte dei dati riportati in questo articolo è il rapporto sulle Smart Home da poco pubblicato dal Centro Studi TIM.

 

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