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La crescita di Parler, social senza regole che piace ai fan Trump Donald Trump - Credit: MPNC / IPA / Fotogramma
SOCIAL NETWORK E POLITICA 15 novembre 2020

La crescita di Parler, social senza regole che piace ai fan Trump

di Federico Bandirali

Clone di Twitter privo di moderazione, vanta 3 milioni di utenti in più dopo le elezioni. Ecco cos’è

Donald Trump, sconfitto nelle elezioni ma ancora deciso a non “mollare” la Casa Bianca il prossimo 20 gennaio per lasciarvi entrare il vincitore Joe Biden, sempre ha avuto un rapporto “privilegiato” con Twitter, usato come strumento per parlare ai suoi sostenitori al punto da farlo diventare un “cinguettatore seriale”.

Una relazione, quella con il social guidato da Jack Dorsey, diventata improvvisamente turbolenta dallo scorso 27 maggio, quando la piattaforma di microblogging ha iniziato a moderare davvero i contenuti pubblicati dal Tycoon in vista delle presidenziali scatenandone le ire, che non lo hanno comunque portato ad abbandonarlo visti gli 89 milioni di follower.  


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Tuttavia, dopo le turbolente elezioni dello scorso 3 novembre, sui social impazza ancora la polemica sui risultati, e in questo senso le regole di Twitter non sono particolarmente gradite anche ai supporter del futuro ex presidente. Al punto da spingere molti utenti dei social “mainstream” che non si curano di fake news e disinformazione (Facebook, Instagram, Twitter e via discorrendo fino ad arrivare a Youtube) a cercare alternative.

 

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Tra queste, i conservatori e i sostenitori di Trump stanno virando con decisione verso Parler, social molto simile a Twitter creato nel 2018 da John Matze la cui prerogativa, come da presentazione, è una: “il social network della libertà di parola”.

 

Uno spazio virtuale dove non esistono regole rispetto ai contenuti pubblicabili, al contrario di quella che i conservatori definiscono “la censura della Silicon Valley” operata dai principali social che, secondo il senatore Ted Cruz, usano il loro predominio “per portare avanti un’agenda politica simile a quella della sinistra radicale, mettendo a tacere i conservatori”.

 

Parler, comunque, fino alle elezioni negli Usa è rimasta poco popolare, salvo registrare un’impennata nel numero di utenti attivi quotidiani, che nei sette giorni successivi alle elezioni come chiarito da uno dei manager del social, Jeffrey Wernick, sono passati da 4,5 a 7,6 milioni, rendendo l’app una delle più scaricate negli States nelle classifiche dedicate.

 

La piattaforma, come detto, punta tutto sulla libertà di parola, ma non è l’unica peculiarità. Infatti, secondo la policy, il social garantisce che sul social non possano entrare troll, tutelando al contempo i dati sensibili degli iscritti. La predetta crescita, in realtà, è iniziata a fine giugno 2020, quando mentre i più parlavano di Triller (simile a TikTok) il social del “Free Speech” è passato da 1,5 a quasi tre milioni di utenti.

 

Per ora, ovviamente, Paler non ha “numeri” tali da renderlo reale competitor dei “fratelli più grandi”, ma qualora Trump dovesse iniziare a utilizzarla le cose potrebbero cambiare repentinamente.

 

L’ipotesi di una ricandidatura nelle elezioni del 2024 non è certo tramontata, e nel caso il Tycoon potrebbe appoggiarsi su un social “cucito su misura” per lui dove sproloquiare liberamente senza alcun regolamento, facendone “un’arma” da usare nell’eventuale campagna elettorale. Che a quel punto sarebbe in pieno “stile Trump”, con tanti utenti a virare verso Parler per riproporre un film già visto su Twitter nel 2016.

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