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I social possono curare ansia, timidezza e traumi

- Credit: Unsplash.com

TECNOLOGIA18 gennaio 2020

I social possono curare ansia, timidezza e traumi

di Roberto Pianta

Gli studiosi: “Instagram e Facebook fanno stare meglio”

 

I social media possono funzionare anche come terapia psicologica? Beh, pare di sì, secondo questo interessante articolo (in inglese) di Angela Lashbrook su OneZero, newsmagazine online dedicato a scienza e tecnologia, e diversi studi confermano che è così. Scrivere e parlare di sé fa bene. Ma vediamo di capire meglio qual è la tesi e quali sono i risultati di queste ricerche.

 

Conversare sui social per superare traumi

Uno studio scientifico del 2019 sostiene che parlare di esperienze dolorose su Internet può essere un buon modo utile per elaborare i traumi ed entrare in contatto con persone che hanno avuto esperienze simili.

La ricerca ha studiato i comportamenti di donne che hanno avuto aborti spontanei e poi ne hanno parlato apertamente su Facebook, ricevendo sostegno e solidarietà.

Grazie alla rivelazione della propria sofferenza su Facebook, una partecipante allo studio ha stretto amicizia con una parente di cui prima non sapeva quasi nulla: le due donne, attraverso il social network, hanno scoperto di aver vissuto la stessa esperienza, e questo le ha rese amiche.

Gli intervistati dicono che, dopo aver parlato dei propri problemi sui social con amici e parenti, hanno sperimentato meno solitudine rafforzato molto i legami con persone che già prima conoscevano.

 

I social media contro la timidezza

Un’altra ricerca ha scoperto che le persone preoccupate di affrontare conversazioni dal vivo trovano facile allenarsi sui social media.

Eva Buechel (University of Southern Carolina) è una delle autrici dello studio, e dice che "per le persone socialmente apprensive o ansiose, Internet è una forma di comunicazione che genera meno ansia".

Certo, ci possono essere svantaggi nel pubblicare troppi aggiornamenti di stato su Facebook o Twitter, dice Buechel: sui social i messaggi ripetitivi potrebbero essere visti come una spasmodica ricerca di attenzione, e di solito i post apertamente negativi non sono ben accolti come quelli positivi.
Tuttavia, secondo la studiosa, gli utenti ansiosi, o quelli che hanno semplicemente avuto una brutta giornata, di solito “stanno meglio” dopo aver raccontato il proprio stato d’animo online e aver ricevuto almeno una reazione.


Un altro studio ha esaminato la differenza tra conversazioni testuali e telefoniche. Il risultato dell’indagine: le persone dicono cose più interessanti quando scrivono, rispetto a quando parlano, perché nella scrittura hanno più tempo per considerare e correggere le parole e le frasi, cosa che non possono fare quando si esprimono a voce.

 

Instagram fa bene agli introversi

E ancora. Un altro studio, comparso sulla rivista Computers in Human Behavior, svela che Instagram aiuta gli utenti introversi o socialmente ansiosi a fare nuove, preziose amicizie. È l'ultimo di una serie di studi simili che, negli anni recenti, ha mostrato come i social media giovino agli introversi.

Secondo lo studio, su Instagram e in generale nella fotografia, le persone trovano più facile mostrare se stesse in maniera positiva. Il che, naturalmente, le fa sentire meglio e le aiuta a consolidare le amicizie della vita vissuta fuori dalla Rete.