TimGate
header.weather.state

Oggi 04 ottobre 2022 - Aggiornato alle 02:00

 /    /    /  Astronomia: scoperta una nuova una supernova da record
Astronomia: scoperta una nuova una supernova da record

- Credit: Coffeekai / Istock

SPAZIO15 aprile 2020

Astronomia: scoperta una nuova una supernova da record

di Redazione

Sn 2916aps è due volte più luminosa ed energetica di quelle osservate precedentemente

Una nuova supernova, due volte più luminosa, energetica e, verosimilmente, massiccia di tutte quelle osservate sino ad oggi è stata identificata da un team internazionale di astronomi, guidato dall'Università di Birmingham. Il team, che comprende esperti della Harvard University, della Northwestern University e della Ohio University, ritiene che la supernova, chiamata Sn 2016aps, potrebbe essere un perfetto esempio di supernova a instabilità di coppia pulsazionale, un oggetto estremamente raro, presumibilmente originato da due enormi stelle che si sono fuse prima dell'esplosione. I risultati del loro studio sono stati pubblicati su Nature Astronomy.

 

Fino a oggi, - si legge su Media Inaf, il notiziario online dell'Istituto nazionale di astrofisica - un simile evento era contemplato solo a livello teorico, e non era mai stato confermato da osservazioni astronomiche.

 

 

Matt Nicholl, della School of Physics and Astronomy e dell'Institute of Gravitational Wave Astronomy dell’Università di Birmingham, primo autore dello studio, spiega: “Possiamo misurare le supernove usando due scale: l’energia totale rilasciata dall'esplosione e la quantità di quell'energia che viene emessa come luce visibile”.

 

Aggiungendo come “in una tipica supernova, quest'ultima radiazione visibile è inferiore all’uno per cento dell'energia totale. Ma per Sn 2016aps abbiamo scoperto che la radiazione visibile è stata cinque volte superiore all'energia totale emessa da una supernova di dimensioni normali. Non avevamo mai visto emettere una simile quantità di luce da una supernova”.

 

Per essere così luminosa, l’esplosione deve essere stata molto più energetica del solito. Esaminando lo spettro della luce, il team è stato in grado di dimostrare che l'esplosione è stata alimentata dalla collisione tra la supernova e un enorme guscio di gas, disperso dalla stella stessa negli anni precedenti l'esplosione.

 

Il team ha osservato l'esplosione per due anni, sino a quando la sua luminosità si è attenuata fino all'un per cento della sua luminosità massima. Usando queste osservazioni, è stata calcolata la massa della supernova che è risultata essere tra 50 e 100 volte la massa del Sole, quando in genere le supernove hanno masse comprese tra 8 e 15 masse solari.

 

“Le stelle con una massa estremamente grande risentono di violente pulsazioni prima di morire, scrollandosi di dosso un gigantesco guscio di gas. Questo fenomeno può essere alimentato da un processo chiamato instabilità di coppia, che negli ultimi 50 anni è stato un argomento di speculazione per i fisici”, chiarisce Nicholl.

 

Per poi aggiungere che “se la supernova si muove nei tempi giusti, può raggiungere questo guscio e rilasciare un'enorme quantità di energia nella collisione. Pensiamo che questa supernova sia uno dei candidati a oggi più convincenti per questo tipo di processo mai osservato, e probabilmente la più massiccia.

 

Tra gli autori dello studio c’è anche l'italiana Raffaella Margutti, della Northwestern University, che ha voluto chiarire come “questa supernova ci permette di testare un modo estremo nel quale una stella può morire”.