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VIDEO La storia dello smartphone
VIDEO PER CONOSCERE

La storia dello smartphone

di Alexandro Dipalo

Si parla tantissimo di telefonia e di app,  quindi perché non raccontarvi la storia dello strumento che ha unito le due cose?

Di recente vi ho parlato della storia del primo cellulare, definendolo il  nonno del vostro smartphone.

Al di là del fatto che forse come metafora non è super azzeccata, mi  sembra comunque il caso di riprendere il discorso e parlare proprio degli  smartphone. 

Il termine Smartphone

Partiamo dal termine vero e proprio: “Smartphone”, cosa vuol dire? Il significato letterale è “telefono intelligente”, e direi che si tratta di una  descrizione abbastanza accurata. 

 

Da cosa deriva questa “intelligenza”, però? Cosa rende uno smartphone così diverso da un cellulare al punto da meritarsi un complimento nel  nome? 

 

La risposta è da ricercare nelle funzionalità di uno smartphone rispetto a  quelle di un cellulare.

Essenzialmente uno smartphone può fare tutto  quello che fa un cellulare, ma in modo più efficiente e più avanzato.

 

Al di là delle funzioni più semplici, come telefonate e rubrica che bene o  male sono sempre quelle, uno smartphone offre possibilità che prima  erano impensabili, come un accesso continuo a Internet e, ovviamente, l’uso delle applicazioni che permettono di gestire qualunque cosa  direttamente dal palmo della vostra mano. 

 

Non è sempre stato così però. Molti infatti pensano erroneamente che il primo smartphone sia da accreditare a Steve Jobs con il suo iPhone, ma  non è così. 

Simon

Ben prima del 2008 infatti esisteva un altro oggetto che ad oggi potremmo effettivamente chiamare “smartphone”, ma all’epoca aveva un altro nome: Simon. 

 

Il Simon prodotto dalla IBM e messo in commercio dalla BellSouth nel  1993 fu infatti il primo prototipo di smartphone in un’era dove ancora si  stava cercando di capire come produrre un “semplice” cellulare.

 

Per quanto possa sembrare strano parlare di smartphone prima ancora che fosse messo in commercio il Nokia 3310, a livello tecnico era tutto lì: un telefono con applicazioni integrate e perfino il touchscreen! Certo, il prezzo non era proprio invitante: 900 dollari più il costo delle  effettive chiamate quando andava utilizzato.

 

Era un prodotto per i pochi ed effettivamente in pochi lo hanno provato.

 

Perfino le compagnie telefoniche non parevano molto ispirate dal Simon, e  non solo per il prezzo assolutamente proibitivo. 

 

Fondamentalmente il problema era il tempismo. Come ho detto prima, gli  anni ‘90 erano un periodo dove la telefonia era già orientata verso i  cellulari, quindi telefoni portatili che permettessero semplicemente di  telefonare anche da fuori casa.

 

Eravamo già lontani dal DynaTAC 8000X,  i telefoni stavano diventando sempre più piccoli e la loro batteria sempre  più duratura. 

 

Un dispositivo come il Simon, con la sua scarsa autonomia e il prezzo esorbitante, era saltato fuori nel momento peggiore possibile. Sembrava  più una bizzarra trovata commerciale che un effettivo oggetto da  utilizzare e infatti il progetto fallì nel giro di sei mesi. 

 

Il mondo non era ancora pronto per un dispositivo “intelligente”, e il Simon stesso era ben lontano dall’essere perfetto, dovremo aspettare circa  un decennio per vedere degli smartphone veri e propri. 

 

Il 2008 è l’anno dell’avvento, quando vengono presentati diversi modelli di  innegabile importanza. 

 

Abbiamo i primi modelli di Blackberry, l’HTC Dream di Android, ma  quello che sicuramente non possiamo non citare e che avrete intuito,  anche perché già l’ho nominato, è l’iPhone di Apple. 

 

A parte che l’iPhone riuscì a precedere Blackberry, dato che Steve Jobs  presentò il suo smartphone già nel 2007, ma quello che rappresentò  l’iPhone era ben più di un gran bello smartphone. 

 

Servì a ridefinire il rapporto tra tecnologia e consumatore rendendolo ciò  che è ancora oggi. Ok, magari detto così è eccessivo, ma sicuramente la  sua importanza non va sottovalutata. 

 

Che fosse la semplicità nell’utilizzo, che fosse per il prezzo di 500 dollari, non propriamente economico ma nemmeno assolutamente proibitivo,  l’iPhone dimostrò che gli smartphone non erano solo strumenti per uomini d’affari o collezionisti, ma anche per i normali consumatori.

 

Ebbe un meritatissimo successo e ha reso Apple il colosso che è oggi e che  dubito smetterà di essere in tempi brevi. 

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