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Il 2019 è stato il secondo anno più caldo della storia - Credit: Nicolas Jehly / Unsplash
CLIMA 16 gennaio 2020

Il 2019 è stato il secondo anno più caldo della storia

di Federico Bandirali

Il record negativo è del 2016. Ma le prospettive sono pessime


Nel corso del 2019 la sensibilizzazione rispetto a un tema di cruciale importanza come il cambiamento climatico ha raggiunto picchi importanti, con manifestazioni di piazza e una maggior consapevolezza rispetto a un fenomeno atmosferico che ha molteplici implicazioni negative.

Ma, e questo sorprende relativamente, una ricerca condotta dalla NASA assieme all’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) e alla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) - l’agenzia federale degli Stati Uniti che si occupa di oceani e clima – ha evidenziato come lo stesso 2019 sia stato anche il secondo anno più caldo da quando sono iniziate questo tipo di rilevazioni (1880), risultando secondo solo al 2016.
 

2010-2019: il decennio più caldo di sempre

Nel 2019, infatti, le temperature medie globali sono state quasi un grado più calde rispetto alla media registrata tra il 1951 e il 1980 e di poco inferiori a quelle del 2016, quando il riscaldamento dell’oceano Pacifico provocato dal ricorrente fenomeno "El Niño" contribuì all’innalzamento delle temperature.

 

Un dato che non stupisce per nulla, confermando quanto rilevato da "Copernicus Climate Change Service" - organizzazione per il monitoraggio del clima creata dall’Unione Europea -, che aveva pubblicato un rapporto nel merito pochi giorni prima con gli stessi risultati. E, ironia della sorte, il 2019 sembra la chiusura perfetta per quello che passerà alla storia come il decennio più caldo di tutti i tempi.
 

Le origini del caldo record e le pessime prospettive

Evidenza che non sorprende nemmeno gli esperti in materia, con il cambiamento climatico che sta effettivamente già trasformando il pianeta facendoci toccare con mano gli effetti del surriscaldamento globale. La NASA, nel divulgare la notizia, ha chiarito come una concatenazione di eventi quali il progressivo scioglimento delle calotte glaciali artiche e antartiche, gli incendi e l’aumento della temperatura nell’atmosfera e degli oceani siano tra le cause del record negativo sfiorato.

 

Ma, e non è certo un fatto consolante, il 2020 non sembra segnare alcun tipo di svolta, con il segretario generale dell’OMM, Petteri Taalas, ha chiarire con un comunicato stampa come il clima sarà “molto estremo per tutto il 2020 e anche nei prossimi decenni”.

 

Dati sconcertanti a cui si aggiunge un’altra rilevazione dell’OMM che stima come, mantenendo stabili gli attuali livelli di emissioni di anidride carbonica, entro la fine del secolo il pianeta si riscalderà di almeno 3 gradi (e fino a un massimo di 5).
 

Surriscaldamento globale causato interamente dall’attività umana

Il 2019 è stato il 43 ° anno consecutivo con temperature globali terrestri e oceaniche superiori alla media, e il quinquennio 2015-2019 il peggiore da questo punto di vista. Tendenze al rialzo che, secondo la NASA, vedono come responsabile unica “l’attività umana”.
 

Accordo di Parigi sul clima (2015) sostanzialmente inutile?

Il solo utilizzo di combustibili fossili ha alzato di un grado le temperature dopo la seconda rivoluzione industriale (1870). E, in questo senso, l’accordo sul clima di Parigi risalente al 2015 – che poneva un limite all'innalzamento delle temperature di 2 gradi – non ha sortito effetti, a prescindere dall’abbandono dell’accordo da parte di molti Paesi tra cui gli Stati Uniti.

 

Questo perché, secondo gli esperti, anche se gli obiettivi dovessero essere raggiunti (improbabile), il mondo potrebbe aver già “perso” il 99% delle barriere coralline e vedre gran parte delle coste (70%) sommerse a causa dell’innalzamento del livello del mare. Uno scenario a dir poco inquietante, anche se il congruo ritardo nell’affrontare un problema così grave non lasciava intuire nulla di diverso. Purtroppo.

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