TimGate
header.weather.state

Oggi 12 agosto 2022 - Aggiornato alle 11:07

 /    /    /  Telegram ha introdotto i messaggi sponsorizzati nei canali pubblici
Telegram ha introdotto i messaggi sponsorizzati nei canali pubblici

- Credit: Christian Wiediger / Unsplash

APP30 ottobre 2021

Telegram ha introdotto i messaggi sponsorizzati nei canali pubblici

di Federico Bandirali

Gli inserzionisti potranno mostrarli a patto che i canali abbiano 1.000 iscritti con la nuova Ad Platform

Telegram ha annunciato l’arrivo nell’app della “Ad Platform” (piattaforma per le pubblicità, ndr), che ora consente agli inserzionisti pubblicitari di mostrare anche messaggi sponsorizzati nei canali pubblici con un cospicuo numero di iscritti. La novità, anticipata dal fondatore e CEO dell’app di messaggistica russa Pavel Durov nel dicembre 2020, implica un cambio di strategia. L’obiettivo, manco a dirlo, è aumentare i ricavi, senza però introdurre funzionalità a pagamento.

 

Telegram propone diversi modi per comunicare che vanno oltre le classiche chat tra due persone o di gruppo disponibili anche su WhatsApp. È infatti possibile usare i canali “one-to-many” (da uno a molti) che sovente hanno milioni di iscritti.

Il più estroverso e carismatico dei fratelli Durov ha sempre assicurato che nelle chat non sarà mai presente la pubblicità, e di conseguenza ha deciso di collocare i messaggi pubblicitari “sponsorizzati” nei canali pubblici che vantano, come minimo, 1.000 iscritti.

 

- LEGGI ANCHE - Telegram, finalmente disponibili le videochiamate di gruppo

- E ANCHE - Telegram, aperta un’indagine sui deepfake creati da bot

 

Le brevi missive in questione non possono superare i 160 caratteri di lunghezza, inoltre il tema di cui “parlano” deve necessariamente essere coerente con quelli di cui si parla nel canale scelto. Il tutto senza utilizzare dati degli utenti, eliminando la profilazione pubblicitaria in modo che il testo visualizzato sia identico per tutti.

 

Gli inserzionisti, invece, hanno facoltà di scegliere idioma e argomento, nonché canali specifici dove far apparire i loro contenuti. Che non possono includere link a siti esterni, con i ricavi spartiti tra Telegram stessa e i proprietari dei canali utilizzati, in percentuali non comunicate dalla piattaforma russa.

 

La novità, osteggiata dallo stesso Durov, si è resa necessaria per far restare gratuito Telegram, con la soluzione scelta che permette comunque di monetizzare la base utenti dell’app di messaggistica che al momento supera i 550 milioni di utenti e, secondo la società, una crescita costante nelle nuove iscrizioni per sfondare a breve quota 600 milioni.