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VIDEO Terre Rare, cosa sono e dove si trovano?
VIDEO PER CONOSCERE

Terre Rare, cosa sono e dove si trovano?

di Alexandro Dipalo

Che cosa compone uno smartphone? Che cosa contengono questi dispositivi che utilizziamo ogni giorno?

Abbiamo parlato di come sono nati i telefoni cellulari e i moderni smartphone, ma, specialmente in quest’ultimo caso, non ci siamo mai soffermati su che cosa siano davvero.

 

Non abbiamo detto che cosa compone uno smartphone, che cosa contengono questi dispositivi che utilizziamo ogni giorno.

Oro

E se vi dicessi il vostro smartphone è pieno d’oro? Ok magari così è un po’ troppo, ma dei metalli ci sono, e non i metalli che pensate voi.

Parliamo infatti di metalli molto speciali chiamati Terre Rare o, in inglese, Rare Earth Elements, REE.

Questo termine è stato creato dall’Unione Internazionale di Chimica Pura e Applicata ed è utilizzato per indicare nello specifico 17 elementi della tavola periodica, ossia i Lantanoidi, lo Scandio e l’Ittrio.

 

Visto il loro nome vi aspettereste oh no, sono difficilissimi da trovare, per
quello sono rari. Non è proprio così, in realtà trovarli di per sé non è difficile, è riuscire a estrarli la parte complicata. Mi spiego meglio: le Terre Rare non sono presenti in natura, non allo stato puro, ma sono legate ad altri minerali.

Perfino i loro nomi effettivi si ricollegano a questa particolarità.

 

Il Disprosio, per esempio, deriva dalla parola greca dysprositos, ossia “difficile da raggiungere” o “inaccessibile”. Un altro simpatico è il Lantanio, che deriva da lanthanon, sempre greco che vuol dire “nascosto”, o comunque una declinazione del verbo “nascondersi”.

 

Un nome non greco però è quello dell’Ittrio, chiamato così dal minerale chimato Ytterbite. Questo minerale fu trovato dal chimico e militare Carl Axel Arrhenius nel 1787 nella cittadina svedese di Ytterby, e da qui il nome.

 

Un campione del minerale fu poi analizzato da un altro chimico, Johan Gadolin, il cui nome tra l’altro possiamo trovare nell’elemento del Gadolinio, un’altro minerale delle Terre Rare.

Ad ogni modo, Gadolin individuò nel minerale di Arrhenius l’ossido di Ittrio, ma sarà solo nel 1827 che l’Ittrio verrà isolato dal nostro terzo chimico Friedrich Wohler.

Terre Rare in generale

Torniamo alle Terre Rare più in generale, perché ora che sapete cosa sono magari vi starete chiedendo a cosa servono. La risposta è semplice ma anche molto vaga: a un sacco di cose!

 

Rimanendo in tema, però, sono molto utili per la produzione degli smartphone. Come accennavo prima, in uno smartphone ci sono diversi metalli e non mentivo quando parlavo di oro! In uno smartphone infatti è presente circa un terzo di un grammo d’oro, serve per i fili elettrici.

 

Ora, in base a quando starete guardando questo video il valore di quell’oro potrebbe variare, ma ehi, esiste un commercio per queste cose! Quello che però interessa a noi non è l’oro, ma le pluricitate Terre Rare, perché anche quelle sono contenute negli smartphone, oltre che in una miriade di altri oggetti.

 

Parliamo di magneti utilizzati nelle auto e nelle pale eoliche, batterie ricaricabili presenti in smartphone e strumenti elettronici vari... Arrivati a questo punto immagino avrete capito quanto utili e importanti siano le Terre Rare, ma purtroppo come spesso accade c’è anche un lato negativo.

La rarità di questi minerali

La “rarità” di questi minerali è dovuta alla loro assenza in natura allo stato puro e che vanno estratte da altri minerali.
È qui il problema: la quantità di Terre Rare contenute in un minerale è minuscola e riuscire a separare le parti utili dal resto è estremamente difficile, oltre che dispendioso.

 

Viene infatti consumata moltissima acqua ed energia durante il processo, ma soprattutto vengono utilizzate sostanze chimiche che sul lungo andare potrebbero essere dannose per l’ambiente. Oltre a questa ci sono problematiche di reperibilità.

 

Come ho accennato prima, ci sono diversi minerali che contengono Terre Rare ed esistono già delle miniere dedicate all’estrazione di tali minerali.

 

Le miniere non sono molte, e questo per due motivi. Il primo è che attivarne di nuove sarebbe un processo estremamente lungo e costoso;

Il secondo è che di per sé non servono chissà quante tonnellate di materiale per soddisfare la domanda globale, quindi in teoria le miniere già presenti sono sufficienti, considerato anche che con il passare degli anni il loro uso diventa sempre più efficiente.

La fornitura delle terre rare

Vi chiederete dove sta il problema: domanda soddisfatta, poche miniere, poco inquinamento.
Il problema è la fornitura. Avere poche miniere vuol dire che un blocco dell’estrazione in un punto, metterebbe in stallo anche buona parte della catena di produzione.

 

E “blocco della produzione” può voler dire qualsiasi cosa, da una momentanea difficoltà di estrazione a un blocco dovuto a ragioni politiche, e considerando che gli stati “fornitori” di Terre Rare sono pochissimi, i rischi ci sono.

 

La speranza quindi è di trovare al più preso delle alternative, ma non è semplice e per il momento la situazione rimarrà la stessa.

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