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Tim Cook (Apple) è entrato nel club dei miliardari Tim Cook, CEO di Apple - Credit: ANTHONY BEHAR / SIPA USA / IPA / Fotogramma
TECNOLOGIA 13 agosto 2020

Tim Cook (Apple) è entrato nel club dei miliardari

di Federico Bandirali

A differenza degli altri “iscritti”, non ha fondato nulla limitandosi a fare l’amministratore delegato

Stando a quanto riportato da Bloomberg, che analizza spesso questo tipo di dati, il patrimonio personale dell’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, avrebbe superato il miliardo di dollari: una sorta di consacrazione che rende il numero uno di Cupertino “ufficialmente” un miliardario.

La cifra, ovviamente, è di quelle che fanno strabuzzare gli occhi a noi comuni mortali, ma la strada per scalare l’Olimpo dei CEO più ricchi al mondo nella “classifica” di Bloomberg.

 

Jeff Bezos, CEO di Amazon, è ovviamente in cima alla lista con 187 miliardi di dollari di patrimonio personale netto, incrementato sensibilmente durante la pandemia che ha portato nelle casse della società di Seattle utili per quasi 30 miliardi di dollari, con Bezos pronto a monetizzare immediatamente vendendo azioni Amazon.

 

Al secondo posto, dopo il breve sorpasso su Bezos di inizio anno, l’ex numero uno di Microsoft Bill Gates, che oltre ad essere causa della pandemia da coronavirus secondo molti complottisti, ormai si è dato alla filantropia quasi totalmente e mantiene pressoché stabile il conto in banca: 121 miliardi di dollari.

 

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Il gradino più basso del podio spetta al fondatore e CEO di Facebook Mark Zuckerberg, che deve accontentarsi di 102 miliardi mentre Elon Musk, nonostante i ricavi di Tesla e SpaceX, è decimo con 68,7 miliardi di dollari: sempre molti di più di Tim Cook.

 

Evidentemente si parla di cifre che oltre a lasciare basiti stridono con la crisi economica dovuto alla pandemia, che ha causato l’innalzamento del tasso di disoccupazione ovunque e costretto tanti piccoli imprenditori a chiudere definitivamente le proprie attività.

 

Altrettanto difficile capire bene e quantificare l’entità degli averi delle persone in questione, ma si tratta pur sempre di un ristretto gruppo di Paperoni che accumulano sempre più denaro nei loro Depositi, come nel fumetto della Walt Disney.

 

Piccola nota a margine: le prime posizioni della lista sono tutte occupate da uomini, con la prima donna in classifica solo al 16° posto. Chi è la fortunata? Alice Walton, con 57,1 miliardi in banca.

Cosa fa? L’imprenditrice. In che settore? Un po’ in tutti, ma il suo merito principale è essere l’unica figlia femmina di Sam Walton, il fondatore della catena di supermercati WalMart.

 

Tim Cook, però, è quasi un intruso nel club dei miliardari, perché non ha ereditato o fondato nulla, diventando numero due di Apple quando Steve Jobs era ancora in vita. E, storicamente, che un amministratore delegato rientri nel club dei miliardari di Bloomberg  è un evento raro.

 

I meriti di Cook, tuttavia, sono evidenti: nella sua carriera professionale ha fatto diventare Apple la società quotata in borsa più “preziosa” al mondo, superando anche la compagnia petrolifera statale dell’Arabia Saudita lo scorso luglio.

 

Cook ha lavorato per molti anni sotto l’egida di Steve Jobs (che lo “rubò” alla Compaq), raccogliendone poi il testimone: secondo gli analisti finanziari il suo approccio più cauto e misurato rispetto al suo ex capo ha portato solo benefici ai conti di Cupertino, che ha raddoppiato (e quasi triplicato) i ricavi con lui al timone.

 

Apple: capitalizzazione vicina ai due trilioni di dollari

Una sorta di ricchezza “meritocratica”, ben diversa da quelle costruite dai fondatori e proprietari dei brand più famosi al mondo. Che continuerà ad aumentare se i bilanci di Apple, come sta accadendo, registreranno sempre più utili.

 

La soglia psicologica dei 2 trilioni di capitalizzazione ormai nel mirino di Cupertino, prima iscritta al ristrettisimo club delle società che valgono più di 1.000 miliardi di dollari nel quale è recentemente entrata Google.

 

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