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Trump pronto a vietare TikTok negli Usa - Credit: iStock
APP 1 agosto 2020

Trump pronto a vietare TikTok negli Usa

di Federico Bandirali

Ma prima i cinesi potrebbero vendere l'app social alla Microsoft: il Tycoon non approva

 

L'ammistrazione Trump, secondo quanto riportato da Bloomberg, sarebbe intenzionato a firmare un ordine esecutivo (decreto legge presidenziale, ndr) che, di fatto, obbligherebbe la società cinese ByteDance a vendere il suo “gioiello” - l’app di condivisione video TikTok (valore stimato pari a 50  miliardi di dollari) popolarissima tra i giovani – ad una società con sede negli Usa.

In alternativa resta sempre valida l'opzione di bannare il social negli Stati Uniti - ovviamente attraverso un decreto presidenziale - , con il Tycoon a chiarire che non è solo un'ipotesi bensì la "sua" soluzione al problema nella serata di venerdì 31 luglio, dicendosi invece contrario alla vendita del social.

 

Il precedente dell'app di dating LGBTQ Gindr

L'eventuale decreto per imoprre la vendita ai cinesi di ByteDance o quello per il ban negli Usa, potrebbero entare in vigore tra lunedì 2 e venerdì 6 agosto. Il primo vedrebbe la Casa Bianca “usare” l’autorità che regolamenta gli investimenti stranieri negli States (Council on Foreign Investment o CFIUS) in modo simile a quanto fatto con l’app di dating LGBTQ Grindr, sempre controllata da una società cinese e costretta a cederla alla San Vicente Acquisition per circa 610 milioni di dollari.

 

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Trump: "Potremmo bannare TikTok"

Dopo le uscite del segretario di Stato statunitense Mike Pompeo a inizio luglio, che ai microfoni di Fox News aveva reso noto come l’amministrazione Trump stesse “sicuramente” valutando il ban di TikTok negli Usa, ampliando l’iniziativa a tutte le app cinesi sospettate di avere legami diretti con la Cina e di inviare i dati sensibili e altre informazioni riservate degli utenti a Pechino.

 

Dichiarazione a cui ha fatto seguito quella del capo dello staff del Tycoon, Mark Meadows, che durante un viaggio sull’Air Force One ha parlato ai giornalisti presenti di “decisione (sul ban di TikTok) da parte dei funzionari dell'amministrazione in arrivo entro poche settimane e non mesi”.

 

Parole a cui si sono poi aggiunte quelle dello stesso Tycoon, che venerdì 31 luglio ha detto ai media presenti alla Casa Bianca: "Stiamo ‘guardando' Tiktok e potremmo bannarlo. Ma stiamo esaminando diverse alternative rispetto al futuro di TikTok. Dicendosi poi pronto a firmare un decreto - a breve - per bannare l'app social e impedirne la vendita.

 

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La replica del social: privacy e sicurezza garantite

Un portavoce del social, replicando alle speculazioni su un eventuale intervento di Trump stesso e della sua amministrazione, ha dichiarato: “Pur non commentando semplici voci, siamo fiduciosi sulla nostra crescita nel lungo periodo. Centinaia di milioni di persone usano TikTok per divertirsi e restare in contatto, inclusa la nostra community di creator e artisti”.

 

Toccato poi il tasto dolente all'origine del problema, ovvero la sicurezza dei dati personali e la non condivisione degli stessi con Pechino: “Siamo motivati ​​da passione e creatività dei nostri utenti, e ci impegniamo a proteggere la loro privacy e sicurezza mentre continuiamo a lavorare per portare gioia alle famiglie e carriere 'rilevanti' per coloro che creano contenuti sulla nostra piattaforma”.

 

Risposta dal doppio significato: ecco perché

Una doppia risposta con destinatari diversi: da un lato la Casa Bianca e i timori dell’amministrazione Trump rispetto alla potenziale minaccia per la sicurezza nazionale rappresentata da TikTok; dall’altro la “fuga” di diversi creator di successo che non riescono a monetizzare i contenuti pubblicati nonostante vengano visualizzati decine di milioni di volte.


Microsoft in trattative per acquistare TikTok

Un reporter di Fox Business, poi, si è spinto oltre ipotizzando su Twitter che l’eventuale acquirente del social potrebbe essere, tra i tanti interessati, nientemeno che Microsoft. Lo stesso giornalista molto attivo a Wall Street che ha poi twittato confermando il cinguettio precedente per aggiungere che sono in corso trattative tra il colosso di Redomond e ByteDance.

 

Le origini di TikTok e dell'omologa cinese Douyin

Da ricordare come nel 2017 ByteDance abbia acquistato Musical.ly per un corrispettivo pari ad un miliardo di dollari, cambiandone il nome in TikTok per quasi tutto il mondo ad eccezione della Cina dove è "diventata" Douyin, con la seconda che ovviamente non sarebbe interessata da nessun provvedimento delle autorità statunitensi.

 

Usa e ByteDance: sospetti sui legami con Pechino "datati"

I dubbi e i sospetti dell’amministrazione Trump verso TikTok e ByteDance sono di lunga data, e oltre a una valutazione sulla potenziale minaccia per la sicurezza nazionale  rappresntata dall’app, il Pentagono ha vietato ai militari di installare e utilizzare l’app sui telefoni governativi nel 2019.

 

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Il candidato Democratico per le presidenziali Usa Joe Biden "allineato" con Trump

Dubbi condivisi anche dallo sfidante di Trump nelle presidenziali di novembre, Joe Biden, che a fine luglio ha imposto al suo staff elettorale di disinstallare TikTok, ia dai telefoni usati per lavoro che da quelli personali.

Palsesando implicitamente come ritenga che l'aap sia "controllata" dal governo cinese del predidente Xi Jinping.

 

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Le "mosse" del nuovo CEO di TikTok Kevin Mayer

Il tutto nonostante TikTok abbia sempre rispedito al mittente le accuse di legami diretti con la Cina, nominando a inizio 2020 un nuovo CEO statunitense e di rilievo, ovvero l’ex capo del progetto di grande successo della Walt Disney per lo streaming - Disney+ -  Kevin Mayer, scippato letteralmente al magico mondo di Topolino.

 

Meyer che, in questo clima quasi persecutorio, ha pensato bene di lanciare una sorta di “operazione trasparenza” aprendo l’accesso alle dinamiche di TikTok a chiunque per poi sfidare gli altri social a fare altrettanto. Una trovata quasi geniale ma impraticabile almeno per i competior, prima dell’ultima accelerata del Tycoon che, in ogni caso, cambierà una volta di più le carte in tavola.

 

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Le preoccupazioni sui legami del social con Pechino di India e Australia

Il tutto mentre anche altri Paesi tra cui l’Australia stanno indagando sui presunti legami tra TikTok e la Cina, e dopo che l’app è stata vietata nella popolosissima India a fine giugno con conseguente la perdita di quasi 600 milioni di utenti.

 

Causando, ovviamente, un sensibile deprezzamento della piattaforma più amata dai giovani (e non solo) di tutto il mondo, in attesa di capire cosa decideranno di fare gli Stati Uniti rispetto al social.

 

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