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Trump ha obbligato i cinesi a vendere TikTok Donald Trump - Credit: Jacques Witt/SIPA / IPA / Fotogramma
TECNOLOGIA 7 agosto 2020

Trump ha obbligato i cinesi a vendere TikTok

di Federico Bandirali

Decreto in vigore dal 20 settembre. E adesso Microsoft vuole rilevare il social in tutto il mondo

Dopo le indiscrezioni del 31 luglio riportate da Bloomberg, seguite immediatamente dall'annuncio del'intenzione di firmare un decreto per bannare TikTok il 1° agosto e poi da un altro che prevede il ban per TikTok negli Usa a partire dal “15 settembre se non sarà venduto a una società americana” all'inizio della settimana successiva, il presidente statunitense Donald Trump ha finalmente firmato nella serata di giovedì sei agosto (notte in Italia) un ordine esecutivo.

Ovvero un decreto presidenziale che impedirà alle aziende (eai  singoli individui) statunitensi di intrattenere rapporti commerciali con ByteDance, la società cinese proprietaria di TikTok.

 

Questo per “affrontare l'emergenza nazionale rispetto alla catena di fornitura delle tecnologie per l'informazione e la comunicazione” e come premessa concreta al ban.

 

Il decreto, che entrerà in vigore dopo 45 giorni a far data dal 6 di agosto (quindi il 20 settembre), recita: “La diffusione (di app controllate dalla Pechino. ndr) continua a minacciare la sicurezza nazionale, la politica estera e l’economia degli Stati Uniti”.

 

Che, di conseguenza, “devono intraprendere un’azione aggressiva contro i proprietari di TikTok per proteggere la sicurezza nazionale”. Obbligando, di fatto, Google e Apple a rimuovere l’app dai propri Store se TikTok non verrà venduta.

 

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Parallelamente, un altro decreto presidenziale analogo a quello firmato per TikTok ha "colpito" WeChat, popolare app di messaggistica in Cina con una base utenti abbastanza esigua negli States e già finita nel mirino del Segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, a metà luglio.

 

La nuova mossa arriva dopo mesi di crescenti tensioni, non solo per quanto concerne TikTok ma anche nel rapporto tra le due superpotenze, in quella che è stata già ribattezzata correttamente come la nuova "Guerra Fredda tra Cina e Stati Uniti", ormai allo scontro frontale in una battaglia che si combatte non con le armi, ma con tentativi reciproci di colpire il commercio e, più in generale, l’economia del Paese rivale.

 

Tensioni acuite per via della dubbia e oscura gestione dell'allora epidemia da coronavirus SARS-CoV-2, con evidenti responsabilità di Pechino, che ha provato fino all'ultimo a nascondere la reale portata del problema.

 

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Trattative Microsoft-TikTok: Redmond punta a rilevare l’app in tutto il mondo

Il nuovo decreto, evidentemente, seppur poco chiaro nei dettagli mette ulteriore pressione su ByteDance, la società cinese accusata di condividere dati sensibili con Pechino e in trattative con Microsoft per la vendita dell’app social più popolare tra i giovani di tutto il mondo.

 

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Nel primo weekend di agosto, il CEO del colosso di Redmond, Satya Nadella, aveva ottenuto da Trump l’ok per provare ad acquisire TikTok, confermando ufficialmente l’esistenza di una trattativa in corso per rilevare i servizi dell’app social negli Usa, in Canada, in Nuova Zelanda e in Australia, che peraltro sta indagando sui legami tra TikTok e la Cina (o, meglio, con il Partito Comunista cinese guidato dal presidente Xi Jinping).

 

Secondo il Financial Times, che ha citato non una ma ben cinque fonti coinvolte a vario titolo nelle trattative tra Microsoft e ByteDance, il gigante del software ora vorrebbe comprare “tutto” TikTok, incluse le attività in Europa e India, dove l’app è stata recentemente bannata assieme a WeChat  e ad altre applicazioni cinesi (sempre per i legami con Pechino, dopo scontri militari tra i due Paesi).

 

L’eventuale buon esito delle trattative, ad ogni modo, non include la cessione di Douyin, il social “identico” a TikTok ma dedicato esclusivamente al “pubblico” cinese. Secondo una delle fonti del quotidiano londinese, Redmond ha cambiato idea ingolosita dalla possibilità di entrare in tutti i mercati con un’app sempre più virale, dopo aver preso atto della complessità di un eventuale “spacchettamento” di TikTok su base geografica.

 

Da un lato la parte prettamente organizzativa con sedi differenti (Londra potrebbe essere la prescelta da Microsoft) e due società “rivali” a gestire insieme lo stesso business; dall’altro i problemi per gli utenti che non potrebbero continuare ad utilizzare TikTok viaggiando tra Paesi in cui cambia il fornitore del servizio.

 

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Le trattative, secondo indiscrezioni, non decollano, e il nuovo decreto di Trump, che ha provato a coinvolgere nell’affare anche Apple con smentita ufficiale di Cupertino immediata, secca(ta) e definitiva, pare una sorta di nuovo avvertimento a ByteDance.

 

Che rischia di perdere milioni di utenti in tutto il mondo (600 milioni solo in India), e deve evidentemente abbassare le pretese economiche (la valutazione dell’intero social oscillava tra i 30 e i 50 miliardi di dollari (secondo le stime) prima delle decisioni di Nuova Delhi (e del primo Ministro Narendra Modi) e delle minacce via decreto del Tycoon-

 

Il rischio per i cinesi è ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. Nadella e i suoi, a questo punto, possono giocare al ribasso, certi che Trump farà loro da sponda: il finale sembra scritto, ma mai dire mai, soprattutto quando c'è di mezzo il Tycoon...

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