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Twitter “probabilmente” non permetterà mai di modificare i tweet

- Credit: Jaap Arriens / IPA / Fotogramma

SOCIAL NETWORK15 gennaio 2020

Twitter “probabilmente” non permetterà mai di modificare i tweet

di Federico Bandirali

Lo ha dichiarato il CEO Jack Dorsey a Wired. Ma il “probabilmente” è ambiguo

Una delle richieste più frequenti rivolte a Twitter, sin dal lancio della piattaforma nel 2006, è di introdurre un’opzione per modificare i tweet una volta pubblicati, evitando così di dover cancellare il tutto in caso di errori o, in ambito marketing, esporsi a figure barbine. E, sin dal 2006, Twitter ha sempre risposto affermando di “star esaminando il problema” o “considerandolo approfonditamente”: un modo carino e cortese per dire “potete anche smetterla di disturbarci, per cortesia” o, meglio, “evitate di infastidirci, tanto non lo faremo mai”.

 

Replica ipotetiche che trova conferma in quanto dichiarato in un video realizzato da Wired con domande degli utenti e risposte del CEO e fondatore di Twitter, Jack Dorsey. Il quale, davanti alla solita domanda, con un mezzo sorriso ha chiarito in modo inequivocabile le intenzioni della piattaforma di microblogging: “La risposta, probabilmente, è no”.

 

E, visti i quasi 14 anni di richieste mai accolte, l’affermazione di Dorsey non sorprende affatto. Per gli utenti, invece, la possibilità di editare i tweet presenterebbe enormi vantaggi. Che non sono tali per tutto il management di Twitter, almeno non per il momento, come chiarito la scorsa estate dal “product manager” di Twitter Kayvon Beykpour, quando dichiarò: “Onestamente penso che dovremmo sviluppare una soluzione simile ad un certo punto, ma per ora le nostre priorità sono ben altre”.

 

E Dorsey, nel video in oggetto, ha chiarito anche i perché della scelta, ricollegabili alla natura stessa di Twitter e di come lo ha pensato quando ha iniziato a svilupparlo: “Abbiamo iniziato come servizio di SMS e, come tutti sapete, quando invii un SMS non puoi più correggerlo. Volevamo preservare quell’atmosfera, quella sensazione, nei primi tempi”.

 

Evidentemente di tempo ne è passato parecchio, e la natura stessa di Twitter è cambiata molte volte negli anni, ma non sono mai emerse motivazioni valide per permettere di modificare i cinguetti correggendo errori di battitura o link non funzionanti. Questo per chi sostiene che sia necessario introdurre l’opzione modifica.

 

L’altro lato della medaglia, evidentemente condivisibile, è che con l’opzione di editing i contenuti potrebbero essere modificati più volte per cercare di ingannare gli utenti della piattaforma, oltre al rischio che, dopo la modifica, vengano “suggerite” app potenzialmente dannose, on rilevate dai sistemi di controllo perché non presenti nel tweet originale.

 

Dorsey, comunque, sia col mezzo sorriso che con le parole ha lasciato aperto uno spiraglio. Quel “probabilmente non lo faremo mai”, infatti, è evidentemente voluto. E lascia spazio ad un possibile cambio di strategia nel medio-lungo periodo. La risposta definitiva della piattaforma, dunque, non arriverà mai, o per una possibile strategia o per fare una sorta di dispetto agli utenti.

 

Anche perché un cambio di strategia dovrebbe suggerire al fondatore di Twitter che, alle volte, cambiare idea è utile. E, forse, comprendere il fascino che esercita l’opzione modifica. Ammesso e non concesso che Dorsey non stia semplicemente giocando, facendo crescere l’attesa ancora per un po’ e poi piazzare il colpo a sorpresa introducendo l’opzione di editing.

 

Nel marketing, effettivamente, una simile strategia viene usata su larga scala: dare all’utente/cliente molti motivi per lamentarsi/chiedere di più, abbassare al minimo le aspettative e poi stupire con gli effetti speciali lasciando, alla fine, un ricordo dell’esperienza comunque positivo.

 

Al momento, però, ognuno dovrà convivere coi propri errori sulla piattaforma. A patto che qualcuno non pensi che il vero errore sia stato iscriversi a Twitter: possibile.