TimGate
header.weather.state

Oggi 17 agosto 2022 - Aggiornato alle 20:31

 /    /    /  twitter etichette account funzionari stato media filogovernativi
Twitter: nuove etichette per gli account dei funzionari di Stato

- Credit: iStock

TECNOLOGIA10 agosto 2020

Twitter: nuove etichette per gli account dei funzionari di Stato

di Federico Bandirali

E per i media “filogovernativi”. Obiettivo: aiutare gli utenti a "prendere decisioni informate"

Twitter ha deciso di “etichettare” gli account dei funzionari governativi e dei media filogovernativi, adottando quindi una policy nel merito simile a quelle di Facebook e YouTube. Le etichette, già applicate ad alcuni dei profili in questione, saranno implementate gradualmente e, in una prima fase, saranno visibili sui profili dei funzionari governativi di Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Usa. Inoltre, il social non mostrerà più i tweet pubblicati da media legati ai vari Stati tra quelli consigliati.

 

La piattaforma di Jack Dorsey ha reso noto che le etichette rappresenteranno un ulteriore elemento di contesto per aiutare le persone a prendere decisioni dopo aver avuto una panoramica globale delle fonti spiegando poi come, relativamente agli account dei funzionari, la piattaforma si focalizzerà su quelli che rappresentano le diverse nazioni all’estero, tendenzialmente propensi ad avviare discussioni geopolitiche su Twitter.

 

Tra gli account interessati, ad esempio, quello del Segretario di Stato (ministro degli Esteri) statunitense, Mike Pompeo, mentre il Dipartimento del Tesoro (che si occupa di politica monetaria interna) non sarà etichettato, al pari di quelli dei vari Presidenti e primi ministri, che ovviamente sono già ben noti agli utenti. Circostanza che rende gli utenti consapevoli del loro ruolo nell'agone politico, senza bisogno di apposite etichette o altre indicazioni.

 

La categoria dei media “affiliati” ai governi, che avranno etichette diverse da quelle dei media, interesserà tutti gli attori dell’informazione sui quali gli Stati esercitano una sorta di controllo rispetto ai contenuti pubblicati con diverse modalità: dal finanziamento diretto alle pressioni dell'agone politico (che implicano forme più o meno marcate di censura), fino al controllo espilicito della produzione e diffusione dei contenuti informativi.

 

La categoria non include, invece, i media indipendenti, che a seconda delle leggi vigenti nella varie nazioni beneficiano di contributi pubblici o altre forme di sovvenzioni destinate al mondo dell'editoria.

 

Twitter, che aveva già detto basta alle pubblictà poltiche sulla piattaforma nel 2019, metterà dunque mano agli algoritmi e li bypasserà, ma per chi segue gli account in questione non cambierà praticamente nulla rispetto a quanto mostrato nella sezione dei tweet consigliati.

 

Il social, dopo che YouTube (Google) aveva già introdotto soluzioni simili nel 2018, si adegua a quanto fatto da Facebook lo scorso giugno, anche se sarà la prima piattaforma a trattare diversamente questi account modificando gli algoritmi.

 

Il tutto per dare meno visibilità possibile a contenuti "di parte", che evidentemente possono provocare interferenze con i vari processi democratici diffondendo notizie false o tendenziose e parziali.

 

- LEGGI ANCHE - Facebook indicherà la nazionalità delle pagine più seguite

- E ANCHE - Facebook: nuove funzioni per proteggere le presidenziali Usa 2020