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Su Twitter l'utente deciderà chi può rispondere al proprio tweet - Credit: iStock
SOCIAL NETWORK 22 maggio 2020

Su Twitter l'utente deciderà chi può rispondere al proprio tweet

di Federico Bandirali

Al momento e solo un test, ma potrebbe segnare una rivoluzione per la piattaforma

Twitter ha recentemente rivoluzionato il modo di intendere il lavoro, permettendo ai dipendenti di scegliere se lavorare da casa "per sempre" con una decisione shock del CEO e cofondatore della piattaforma di microblogging, Jack Dorsey, che poi ha fatto altrettanto con Square, altra “sua” società attiva nei pagamenti digitali

Ora, però, la rivoluzione rischia di riguardare proprio Twitter, che potrebbe mutare in qualcosa di completamente diverso da quello che, negli anni, abbiamo imparato a conoscere.

 

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La piattaforma dei cinguetti, infatti, sta testando un nuovo approccio che potrebbe, se dal testing diventasse realtà, cambiare la natura stessa di Twitter anche in questo caso “per sempre”.

Il test, condotto su scala globale coinvolgendo un numero limitato e non meglio precisato di utenti, in realtà introduce una funzione propria di tutti i social network, sebbene con piccole differenze, e si inserisce in una sorta di omologazione tra tutte le piattaforme ormai avviata da tempo.

 

Si tratta, infatti, di una misura pensata per prevenire abusi, cyberbullismo e molestie ai danni di chi cinguetta, con tre nuove opzioni relative al pubblico che può interagire, e poi eventualmente rispondere, ai tweet pubblicati da un utente, un po’ come accade su Facebook.

La prima possibilità consente solo agli utenti menzionati nel cinguettio di commentare, la seconda prevede che siano solo gli account seguiti a poterlo fare, mentre la terza – ovvero quella attuale – come di consueto lascia fare a chiunque intenda replicare, senza distinguo di sorta. A differenza degli altri social, comunque, resta fermo un punto: i tweet saranno sempre pubblici e visibili a tutti.

 

Già solo l’annuncio dei test di quello che è un cambiamento drastico ha aperto un acceso confronto tra la “comunità” di utenti, che in parte vedono la novità come una possibilità per mantenere “sane” le conversazioni estromettendo haters e troll (oltre ad altri molestatori di ogni tipo),  confrontandosi con un’altra corrente secondo cui, invece, in questo modo si introduce un limite “pesante” perpetrando il “tradimento” delle radici e delle origini di Twitter.

 

I “puristi” ritengono che, in questo modo, vengono meno due principi fonadamentali: il piacere della “scoperta”, di solito derivata da un hashtag “efficace” da cui si apre un confronto allargato con tanto di commenti da parte di utenti sconosciuti,

Ovvio, però, che con una simile soluzione il “controllo” diverrebbe più semplice e efficace, senza code di insulti assortiti e discussioni che spesso degenerano a livelli infimi, ma se si dovesse passare al lancio della funzione per tutti Twitter, molto banalmente, non sarebbe più Twitter.

 

Per evitarlo, ad ora, restano aperte delle opzioni che non rendono la novità traumatica, visto che anche chi non potrà rispondere direttamente sotto il cinguettio originale, potrà comunque ritwittarlo con annesso commento, palesandosi all’autore del primo tweet che vedrà nelle notifiche la risposta “indiretta”.

 

Ma anche con queste soluzioni estemporanee, invero la strada sembra ormai tracciata, e non è un caso che la piattaforma di microblogging ha aggiunto una lunga lista di novità per provare a migliorare la qualità delle discussioni, come permettere di nascondere le risposte a un proprio tweet qualora inopportune e un altro test, tuttora in corso, di una nuova interfaccia nelle conversazioni per argomento.

 

Il timore dei “nostalgici”, però, è che Dorsey stia preparando qualcosa di più grande, e questo sia solo un tassello del puzzle. Nei mesi scorsi il CEO di Twitter aveva chiarito, infatti, che non avrebbe introdotto una funzione richiestissima qual è modificare un cinguettio una volta pubblicato, perché contraria allo “spirito” della piattaforma ispirata agli SMS.

Nell’occasione, però, Dorsey stesso aveva anche lasciato uno “spiraglio” aperto rispetto a questa possibilità, e adesso i “puristi” del microblogging e tutti coloro che preferiscono avere piattaforme non omologate e sovrapponibili, temono che Twitter si stia per trasformare in qualcosa di diverso.

 

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Non avendo la sfera di cristallo, tuttavia, è impossibile trarre già conclusioni, e l’eccentricità del cofondatore della piattaforma e la sua creatività potrebbero compensare, nel caso, questi nuovi limiti con altri strumenti destinati ad incontrare il gradimento di molti utenti.

 

Sollevando anche interrogativi rispetto all’utilizzo dei limiti da parte di personaggi pubblici e politici, che potrebbero sfruttare l’opzione come una sorta di censura, con commenti ai loro post solo entusiastici e, alla fine, elimindando un sano scambio di opinioni che, sempre nei limiti dell’educazione, deve lasciare spazio a critiche e non solo a risposte al miele. Si vedrà….

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