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Perché Jack Dorsey non sarà più il capo di Twitter Jack Dorsey - Credit: Wikimedia - Cellanar
SOCIAL NETWORK 29 novembre 2021

Perché Jack Dorsey non sarà più il capo di Twitter

di Federico Bandirali

Dopo essere tornato a guidare il social nel 2015. Al suo posto Parag Agrawal: ecco chi è

Un po’ a sorpresa ma non troppo, visto che le voci negli Usa si erano rincorse nella mattinata di lunedì 29 novembre (pomeriggio italiano) fino alla conferma ufficiale da parte ripresa per prima dalla CNBC, l’eccentrico co-fondatore e CEO di Twitter, Jack Dorsey, ha rassegnato le proprie dimissioni, evidentemente per dedicarsi del tutto ai suoi tanti hobby e lasciare che a guidare la piattaforma sia qualcuno meno concentrato su altre cose.

Non a caso la scelta del sostituto è subito caduta sull’ex CTO (capo della sezione tecnologica o Chief Technology Officer)  e nuovo amministratore delegato Parag Agrawal, che gli succederà e prenderà il suo posto nel consiglio di amministrazione con effetto immediato, mentre Bret Taylor assumerà la carica di nuovo presidente del CDA.

 

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Dorsey, dopo una lunga pausa, era tornato a guidare l’azienda in qualità di CEO nel 2015, nonostante fosse stato costretto a lasciare l'incarico nel 2008. Ad ogni modo, resterà amministratore delegato della piattaforma di pagamenti Square, e prima dell’addio nella notte aveva cinguettato, dando il là ai rumors di un possibile addio: “Amo Twitter”.

 

Nella dichiarazione ufficiale pubblicata dall’azienda, poi, l’ex numero uno afferma: “Ho deciso di lasciare Twitter perché credo che l’azienda sia pronta ad andare oltre i suoi fondatori. La mia fiducia in Parag come CEO è profonda. Il suo lavoro negli ultimi 10 anni è stato teso alla trasformazione. Gli sono profondamente grato per la sua abilità, cuore e anima. È il suo momento per prendere il comando”.

 

In una lettera ai dipendenti, Dorsey ha detto loro che servirà il suo mandato nel consiglio di amministrazione fino a "May-ish" quando lascerà anche quella posizione, e ha spiegato la sua decisione così: “Perché non restare o diventare presidente? Credo che sia davvero importante dare a Parag lo spazio di cui ha bisogno. E tornando al punto precedente, credo sia fondamentale che un’azienda possa reggersi da sola, libera dall'influenza o dalla direzione del suo fondatore”.

 

“Voglio che sappiate che questa è stata una mia decisione e che ne sono responsabile. È stata dura per me, ovviamente. Amo questo servizio e questa compagnia... e tutti voi così tanto. Sono davvero triste... ma davvero felice. Non sono molte le aziende che arrivano a questo livello. E non sono molti i fondatori che scelgono la propria azienda al posto del proprio ego. So che dimostreremo che questa è stata la mossa giusta”, la chiosa di Dorsey, che non a caso però lascerà in occasione di una festività religiosa.

Chi è Parag Agrawal, il nuovo CEO di Twitter

 

Il nuovo CEO Parag Agrawal è entrato a far parte dell'azienda nel 2011 come ingegnere pubblicitario, assumendo infine il titolo di CTO nel 2018. A quel tempo, l'azienda dichiarò: “Nella sua veste di CTO, si è concentrato sulla scalabilità di un approccio coeso all'apprendimento automatico e all'intelligenza artificiale attraverso i nostri team di prodotti e infrastrutture per consumatori e ricavi”.

 

 

In un'intervista dell'anno scorso con il CEO di The Atlantic Nicholas Thompson che è stata pubblicata su LinkedIn , ha spiegato come Twitter utilizza un numero di agenti e l'apprendimento automatico per “identificare in modo proattivo i tweet potenzialmente dannosi" a cui dà la priorità per la revisione.

Mentre Dorsey è ben noto per i suoi interessi nella tecnologia blockchain, nelle criptovalute e nella decentralizzazione, Agrawal è stato una figura di spicco nello sforzo Bluesky finanziato da Twitter per creare uno "standard aperto e decentralizzato per i social network”

 

Nella sua nota ai dipendenti in vista di una riunione generale martedì 20 novembre, Agrawal afferma: “Sono entrato in questa azienda 10 anni fa quando c'erano meno di 1.000 dipendenti. Anche se è stato un decennio fa, quei giorni mi sembrano ieri. Ho camminato nei tuoi panni, ho visto gli alti e bassi, le sfide e gli ostacoli, le vittorie e gli errori. Ma allora e ora, soprattutto, vedo l’incredibile impatto di Twitter, i nostri continui progressi e le entusiasmanti opportunità che ci aspettano”.

 

Finisce un’era e se ne apre un’altra, che potrebbe durare sette anni o meno a seconda di quando Dorsey deciderà che è tempo di riprendere in mano la sua creatura.

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