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Contact tracing: dopo un mese di test il Regno Unito rifarà l’app - Credit: iStock
CORONAVIRUS 19 giugno 2020

Contact tracing: dopo un mese di test il Regno Unito rifarà l’app

di Federico Bandirali

Stop all’applicazione già sviluppata per passare al modello “decentralizzato” di Apple e Google

Che sviluppare app di contact tracing efficaci non fosse facile lo si era capito con il lungo tira-mola che ha caratterizzato il percorso dell’Italiana Immuni, “soccorsa” da Google e Apple con un sistema creato dai due colossi “a prova di privacy” al quale si sono appoggiati anche altri Stati europei come la Germania con la sua “Corona-Warn-App”.

Il modello, decentralizzato con conservazione dei dati sugli smartphone adottato dalle due big tech, infatti, è quello più efficiente e sicuro in termini di privacy, e chi ha optato per altre soluzioni se ne sta rendendo conto facendo marcia indietro.

 

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È il caso del Regno Unito dove “NHS Covid-19 app”, basata su un modello centralizzato, è stata riposta nel cassetto dopo più di un mese dall’avvio della sperimentazione, obbligando il servizio sanitario locale (NHS, appunto), a cambiar rotta e virare verso un’applicazione che, casualmente, si appoggerà alla tecnologia messa a punto da Google e Apple ripartendo sostanzialmente da zero.

 

L’idea di una raccolta centralizzata dei dati, alla fine, si è rivelata sbagliata nonostante i noti vantaggi nell’analisi dei dati e nell’aggregazione ed elaborazione degli stessi, con annessi problemi di privacy e conseguente successo relativo nei download, rammentando che per rendere il contact tracing via app efficace è necessario che le stesse vengano usate dal 60% della popolazione.

 

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Immuni, con oltre 3 milioni di download e nessuna notifica di contatti “a rischio” ancora inviata, deve vincere le resistenze psicologiche di molti italiani e, ad ogni modo, sebbene disponibile e attiva è ancora in fase di sperimentazione. Di certo, però, il confronto con l’app tedesca lanciata lunedì 15 giugno è impietoso, visti gli oltre 7 milioni di download.

 

Tornando al Regno Unito, ovviamente l’inversione a U determinerà un ritardo nel lancio dell’app non indifferente, ovvero entro l’autunno in previsione di una seconda ondata del virus, ma il governo britannico è ancora indeciso e, alla fine, potrebbe anche scegliere di non creare un sistema tecnologico per i contact tracing, ripiegando su un’applicazione utilizzata dai cittadini per comunicare all’NHS eventuali sintomi da contagio e, di conseguenza, venire testati con il consueto tampone per verificare se hanno contratto Covid-19.

 

Invero, il sistema centralizzato che tutela relativamente la privacy, è attivo solo in Francia con l’app StopCOVID già attiva da maggio. Un unico, perché anche in Norvegia dove il modello utilizzato era il medesimo, l’app per il contact tracing Smittestopp è stata dismessa a causa dell’invadenza nella privacy che, secondo le autorità, non bilanciava i vantaggi per la popolazione.

 

Come se non bastasse, l’Unione europea ha recentemente deciso che tutte le app di contact tracing con sistema decentralizzato dovranno essere “interoperabili”, ovvero in grado di comunicare a vicenda senza che i cittadini italiani, ad esempio, debbano scaricare Covid-Warn-App se si recano in Germania, continuando invece ad utilizzare Immuni.

 

Che a breve sarà aggiornata proprio per garantire questo nuovo standard, evidentemente utile e immediato e necessario dopo la riapertura delle frontiere Ue.

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