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Universal Music e TikTok: scontro sui diritti d’autore

- Credit: iStock

SOCIAL NETWORK E COPYRIGHT08 aprile 2020

Universal Music e TikTok: scontro sui diritti d’autore

di Federico Bandirali

Sul social musica senza licenze. Accordo lontano, la società statunitense minaccia un’azione legale

Mentre YouTube sta sviluppando la funzione Shorts, futura competitor di TikTok che, al contrario dell’aap cinese "beneficerà" delle licenze detenute dalla piattaforma creata da Google relativamente alle basi musicali con cui realizzare i brevi video, il social virale tra i giovanissimi finisce nel mirino delle case editrici musicali statunitensi. Motivo? Violazione dei diritti d’autore per le basi musicali messe a disposizione degli utenti utili a creare i contenuti poi condivisi sul social.

 

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Nello specifico, la situazione più “critica” riguarda i rapporti tra la società cinese ByteDance, proprietaria della piattaforma e il colosso statunitense Universal Music Group (controllato dalla società francese Vivendi), top player nel settore su scala globale. Secondo quanto riferisce il Financial Times, le trattative intavolate lo scorso anno tra le due parti per arrivare al pagamento dei diritti d’autore sono a un punto morto, senza che si intraveda lo striscione del traguardo.

 

Nel frattempo, su TikTok continuano ad essere disponibili brani di alcuni dei più celebri artisti legati alla Universal, senza un’intesa tra l’app cinese e la società americana relativamente ai corrispettivi da pagare per i diritti d’autore per le canzoni di Elton John, Rihanna, Maroon 5, Lionel Richie e Lady Gaga. Solo per fare qualche esempio.

 

Dopo l’ultima proposta recapitata a TikTok dalla Universal, scrive il FT, la società nordamericana, ancora in attesa di risposta, è pronta a spostare la vicenda nei tribunali competenti. Secondo David Israelite - direttore esecutivo dell’associazione che rappresenta autori ed editori musicali negli States interpellato dal Financial Times è verosimile che più del 50% dei contenuti audio condivisi su TikTok siano stati pubblicati violando il copyright.

 

E, per l’app cinese che oltre a veder crescere continuamente la base utenti sta acquisendo sempre più valore (si stima sia attorno ai 70 miliardi di dollari) nonostante l’ostilità della Casa Bianca per presunti legami con il governo di Pechino e conseguenti problemi di privacy, “perdere” buona parte dei contenuti musicali proprio mentre un colosso come YouTube prepara il terreno per sfidarla, rischia di rappresentare una battuta d’arresto con conseguenze nefaste.

 

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Al punto da lasciar pensare che, in un modo o nell’altro, alla fine la soluzione sarà quella di un accordo tra le parti con TikTok a pagare più di quanto inizialmente ipotizzato (anche a Sony Music e Warner) proprio per la nascita di nuovi competitor, tra cui Instagram e Facebook.