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Coronavirus: WhatsApp e il limite all’invio dei messaggi - Credit: iStock
APP 8 aprile 2020

Coronavirus: WhatsApp e il limite all’invio dei messaggi

di Federico Bandirali

Obiettivo: fermare la diffusione di  fake news sull'epidemia

Dopo aver creato un “Information Hub” dedicato  per garantire l’accesso a informazioni verificate e affidabili sulla pandemia da Covid-19, WhatsApp, davanti alle troppe fake news e ai contenuti disinformati che vengono diffusi sulla piattaforma nel merito, ha deciso di modificare le regole relative all’inoltro dei messaggi.

Cpsì, d’ora in avanti, ogni utente di inviare un solo messaggio all’interno di una singola chat, e non a 5 contatti come in precedenza. Questo qualora il messaggio venga “etichettato” come di provenienza “dubbia”.

 

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La “stretta” e l’introduzione della nuova “etichetta” sono state annunciata martedì 7 aprile con un post sul blog ufficiale della società controllata da Facebook, spiegando come “in questo particolare momento di emergenza, durante il quale miliardi di persone non possono vedere amici e parenti a causa della pandemia di Covid-19, WhatsApp si conferma un valido alleato per comunicare non solo con i propri cari, ma anche con medici e insegnanti” e “per questo tutti i messaggi e le chiamate sulla piattaforma sono ‘protetti’ dalla crittografia end-to-end che ne garantisce la privacy”.

 

Chiarendo poi come nel 2019 è stata sviluppata una nuova funzionalità che permette di “riconoscere i messaggi che sono stati inoltrati molte volte. Si tratta di un’etichetta con una doppia freccia, che contraddistingue i messaggi di dubbia provenienza”. Messaggi che d’ora in avanti potranno essere inviati in una sola chat alla volta. 

Davanti alle numerose fake-news, spesso virali, che “viaggiano” su WhatsApp rimbalzando di chat in chat con la tradizionale “catena di Sant’Antonio”, la finalità della nuova soluzione mira proprio ad evitare che la disinformazione sul coronavirus diventi virale, provando a identificare il prima possibile i contenuti mistificanti.

 

Tuttavia, proprio la crittografia end-to-end che offre standard di sicurezza elevati rispetto alla privacy, preclude la possibilità che qualcuno possa fare una sorta di moderazione dei contenuti, in quanto inaccessibili, rendendo l’app di messaggistica “ideale” per diffondere contenuti disinformativi o deliberatamente falsi.

 

In problema atavico e irrisolto per anni, nei quali WhatsApp è stata usata per condividere fake news su scala globale, ma davanti all’impennata di contenuti “sospetti” diffusi durante la pandemia da coronavirus, che ha comportato “un significativo aumento” di fake-news e soggetti che condividono teorie cospirative, voci senza fondamento su false cure per il Covid-19 e altre amenità assortite, la società che fa capo a Menlo Park ha deciso di intervenire.

 

In realtà, poi, lo sviluppo di funzioni ad hoc per evitare il proliferare di fake news sulla piattaforma limitando l’invio dei messaggi, è frutto di un lavoro iniziato nel 2018 e proseguito nel 2019, quando venne introdotto il limite di 5 inoltri simultanei. Che, seppur non impedendo di ccondividere lo stesso contenuto con più persone, obbliga gli utenti a farlo “perdendo più tempo”.Una sperimentazione che ha dato riscontri interessanti, registrando una riduzione del 25% dei messaggi ‘etichettati’.

 

Un altro punto a favore di WhatsApp che, durante la pandemia, a parte veicolare fake-news si sta rivelando più che utile, sia per i privati cittadini che per autorità sanitarie tra cui l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e il sistema sanitario nazionale britannico (Nhs), che utilizzano l’app per “rispondere” alle tante domande delle persone, chiaramente spaventate e con poche informazioni realmente affidabili sulla pandemia e sul virus Sars-Cov-2.

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