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 Youtube aggiorna la policy: nuove norme contro il cyberbullismo

- Credit: iStock

TECNOLOGIA12 dicembre 2019

Youtube aggiorna la policy: nuove norme contro il cyberbullismo

di Federico Bandirali

Ma la "pene" per i canali che le violeranno sono "sospette". Autogestione o controllo "dall'alto"?

Se il bullismo è un problema sociale, il cyberbullismo non può essere che lo specchio dell’attuale società traslato nel web, e l’assioma con logica deduzione appare incontrovertibile, con i bulli che su Internet trovano terreno fertile per dar sfogo ai loro peggiori istinti. In una società “che funziona” non ci sarebbe nemmeno bisogno di intraprendere azioni per contrastare i due fenomeni, ma la situazione attuale, purtroppo, è differente, così Google si è vista obbligata ad aggiornare una volta di più le regole sui comportamenti incivili che “pubblicati” ogni giorno YouTube.

 

Il vicepresidente della società Matt Halprin, infatti, sul blog ufficiale ha chiarito come la nuova policy della piattaforma non si limiterà a vietare le minacce esplicite come accaduto sino ad ora, ma proibirà “anche quelle velate o implicite. Inoltre non saranno più tollerati contenuti che insultino qualcuno sulla base di caratteristiche personali e sensibili, come la provenienza o l’etnia, l’identità di genere o l’orientamento sessuale”.

 

Ma la “pena” prevista fa storcere un po’ il naso, inducendo a pensare che siano solo i soliti buoni propositi utili ad essere rilanciati dalla stampa per migliorare l’immagine e la reputazione della società. Difatti i canali che non si adatteranno all’ennesima “riforma” verranno addirittura “messi nelle condizioni di non poter più guadagnare dalla nostra piattaforma”.

 

La postilla, che recita “fino alla chiusura del canale”, dovrebbe rassicurare, ma in realtà appare l’extrema ratio alla quale ricorrere in ultima istanza prima di aver sfruttato i predetti canali per aumentare il fatturato, con l’opzione chiusura che finirebbe per generare un danno economico a Big-G: sia mai. E l’annuncio dello scorso giugno su negazionismo e nazismo, uno dei tanti di YouTube invero, ricorda come le belle parole si sprechino ma di concreto poco. A prescindere dai numeri sbandierati ai quattro venti, credibili solo se con abbondanti dimostrazioni di aver effettivamente messo in atto quanto previsto. Che non ci sono, ovviamente.

 

Comunque Halprin, forse consapevole che quanto annunciato appare un po’ vago, ha voluto precisare che “gli aggiornamenti alle norme verranno applicati anche ai commenti, con un potenziale aumento rispetto ai già 16 milioni di interventi nel primo trimestre. Anche i creator potranno intervenire nelle conversazioni, segnalando i commenti che, pur non violando apertamente le nostre norme, risultano essere inappropriati”. Autogestione o controllo? Mistero.