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YouTube ha rimosso 10 milioni di video ogni tre mesi

- Credit: NordWood Themes / Unsplash

SOCIAL NETWORK29 agosto 2021

YouTube ha rimosso 10 milioni di video ogni tre mesi

di Simone Colombo

Nella lotta alla disinformazione, la piattaforma mette in campo una moderazione celere ed efficace. Ma non basta…

La disinformazione “galoppa” in rete e non è certo un mistero, anche se la pandemia da Covid-19 lo ha fatto emergere al di là di ogni ragionevole dubbio e Youtube, rientrando in un certo senso nell’universo social, è uno degli spazi dove le fake news imperano. Non è un caso che la stessa piattaforma, assumendo diversi ruoli rispetto al tema e tutti allo stesso momento, si sia lasciata andare a osservazioni disincantate e amare.

 

“La disinformazione si è spostata dalla marginalità al mainstream. Non conta se si tratta di Olocausto o 11 settembre, ora si estende in ogni aspetto della società, a volte colpendo le comunità con incredibile velocità. Nessun argomento ne è immune”, le parole usate per descrivere la difficile e triste situazione.

 

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Un’istantanea oggettiva di un problema che YouTube prova a contrastare da tempo, con risultati buoni ma non risolutivi. La società di proprietà di Google, infatti, non resta passiva e chiarisce di rimuovere 10 milioni di video ogni tre mesi, ovvero 3,3 al mese. Clip che una volta caricate difficilmente superano la dozzina di views.

 

La piattaforma si contraddistingue dunque per celerità e “testardaggine” nel contrastare la disinformazione, limitando gli effetti che potrebbe avere nel mondo reale e sui suoi stessi utenti. Per ora, ovviamente, l’argomento principale è la Covid.19, e in questo senso da febbraio 2020 ad agosto 2021 sono stati rimossi un milione e spicci di video: tanti solo all’apparenza.

 

“La cosa più importante da fare è aumentare il buono e ridurre il cattivo”, constata ancora YouTube, chiarendo come contenuti validi possano far perdere le fake news in un mare troppo ampio per andare a ritrovarle.

 

Stando ai calcoli della piattaforma, i video che presentano aspetti potenzialmente “tossici” sono poco meno dello 0.20% (tra 0.16 e 0.18). Un lavoro efficace di moderazione, che da solo non basta viste le dinamiche dell’universo social e la facilità con cui si diffondono contenuti senza senso, se non quello di trarre in inganno e alterare l’opinione di chi ha la sfortuna di entrarci in contatto.